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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

Buon 2018

31 Dicembre 2017 Nessun commento

Buon anno a tutti i nostri A-mici, ai follower della pagina

Facebook e a chi ci segue sul blog.

Happy Meow Year!

 

buon-anno- happy-meow-year-2018
©2017 Mirella Puccio ~Tutti i diritti riservati

Categorie:Animali, Argomenti vari

Il Paradiso dei Cani

21 Novembre 2016 2 commenti

È proprio così che sogno il mio incontro con Kiki… e con tutti gli altri pelosi che sono mancati.

Ho rivisto tante volte questa sequenza tratta dal celebre film “Al di là dei sogni” e mi fa stare bene.  Voglio crederci, perché tuttora sono distrutta dal dolore per la perdita del mio adorato Kiki, mancato il 1° luglio 2016.

Grazie Robin Williams, la tua superba interpretazione mi ha fatto sognare!

©2016 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

Quando il Signore terminò le ali, aggiunse le code agli Angeli…
Categorie:Animali, Cinema

Il Giuramento di Aristotele

19 Luglio 2016 Commenti chiusi
Com’è noto, medici-chirurghi e odontoiatri al momento d’iniziare la loro professione, prestano il “Giuramento di Ippocrate”. Vi chiederete se i veterinari fanno lo stesso… certo che sì, ma il giuramentoè un po’ diverso e ho piacere di riportarvelo.Si chiama “Giuramento di Aristotele”,  alla prossima occasione che tratteranno male voi e i vostri animali, potete sciorinare qualche frase… anche i veterinari sono medici e hanno l’obbligo di preservare la vita dei loro piccoli pazienti!

Il Giuramento Professionale del Medico Veterinario è stato presentato, per la prima volta, in occasione del Consiglio Nazionale F.N.O.V.I. (Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani) di Napoli, nell’aprile 2008 e successivamente approvato ed entrato a far parte integrante del Nuovo Codice Deontologico di Terrasini (12 giugno 2011). Leggete anche il Codice per valutare se il vostro veterinario si comporta in maniera consona e in linea con la sua attività professionale. Interessante la sezione dedicata ai “Doveri del medico veterinario” a partire dall’art.9 e i “Rapporti con la clientela” a partire dall’art.28.

L’esercizio della professione del Medico Veterinario deve ispirarsi a scienza, coscienza e professionalità (art. 9 Codice Deontologico).

Di seguito il testo del giuramento che ogni Medico Veterinario presta al momento dell’iscrizione all’Ordine e prima di iniziare la sua professione. La formula proposta dalla F.N.O.V.I. sintetizza i principi deontologici ed etici che devono ispirare il Medico Veterinario nello svolgimento della sua attività quotidiana.

Le origini della Medicina Veterinaria vengono ricondotte ad Aristotele, grande filosofo e scienziato greco, ecco perché il giuramento porta il suo nome.

Aristotele

~Giuramento di Aristotele~

“Entrando a far parte della Professione e consapevole dell’importanza dell’atto che compio PROMETTO SOLENNEMENTE di dedicare le mie competenze e le mie capacità alla protezione della salute dell’uomo, alla cura e al benessere degli animali, favorendone il rispetto in quanto esseri senzienti; di promuovere la salute pubblica e la tutela dell’ambiente; di impegnarmi nel mio continuo miglioramento, aggiornando le mie conoscenze all’evolvere della scienza; di svolgere la mia attività in piena libertà e indipendenza di giudizio, secondo scienza e coscienza, con dignità e decoro, conformemente ai principi etici e deontologici propri della Medicina Veterinaria”.

©2016 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

Categorie:Animali, Argomenti vari

Ti amo ora e ti amerò per sempre

17 Luglio 2016 Commenti chiusi


La bellezza che sfida il tempo e lo spazio… questo siamo NOI.

Nell’indissolubilità del nostro legame, al di là di ogni morte terrena, ti accarezzo col pensiero.

Chiudo gli occhi e mi sembra di stringerti a me, ripercorro con le dita il disegno delle tue orecchie di velluto, del tuo musetto atteggiato a un perenne sorriso.

Gioivo della tua gioia, ho sofferto delle tue sofferenze.

Nessuno al mondo potrà sostituirti nell’infinito amore di cui siamo stati inconsapevoli protagonisti. 

Io & Kiki

©2016 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

Categorie:Animali, Argomenti vari

La storia infinita

2 Luglio 2016 Commenti chiusi

Venerdì 1° luglio 2016

Carissimo Kiki, figlio mio peloso… oggi niente pillola alle 10.30, niente pranzo, oggi è il giorno della liberazione… Stamani ti sei addormentato pian piano, in uno sprazzo di lucidità mi hai guardato due volte negli occhi, aprendo le pupille semichiuse da martedì scorso. Mi hai sempre guidato in ogni decisione e ti ho assecondato fino all’ultimo, perché ti ho rispettato e amato di un amore puro e incondizionato.Kiki

Oggi, venerdì 1° luglio, prenderò una decisione senza consultarti, anche perché non sei più in grado di rispondermi e come tutte le mamme che si rispettino prenderò la decisione giusta, che metterà fine alle tue sofferenze di questi ultimi giorni. Giorni che ti hanno visto lottare come un leone e in modo sorprendente contro la malattia.

Giovedì 30 ti sei svegliato dal tuo stato comatoso e hai addirittura mangiato… incredibile il tuo attaccamento alla vita. La sera per la prima volta hai rifiutato il cibo e bevuto solo un po’ d’acqua, di tanto in tanto, poi le tue crisi sono state sempre più ravvicinate, perdevi conoscenza, il tuo volto si trasformava per il dolore che aumentava e ti lasciava tramortito. In quei brutti momenti temevo per la tua incolumità… non eri più tu, ti dibattevi ed era tremendo non riuscire più ad aiutarti, figlio mio.

Ho atteso, perché ho seguito la tua volontà, ma oggi ho preso autonomamente quella decisione troppo a lungo rimandata. Ti chiedo scusa per i rimproveri che ti ho rivolto… per averti negato qualcosa… per averti protetto… forse ho esagerato… ma ti amavo troppo e ho cercato di aiutarti a preservare la tua salute, a combattere per la guarigione.

Lo sai, io avrei continuato a curarti, ma tu non ce la facevi più. Ti avevo detto che quando non avresti più voluto fare le flebo, dovevi farmelo capire… lunedì sera ti sei staccato tutto, combinando un disastro, rischiando di farti male, mi sono arrabbiata e ti ho rimproverato aspramente, col terrore che ti fossi ferito… mi dispiace essere stata così dura con te… tuttavia ho rispettato la tua decisione e non ho più ripetuto il trattamento. Da qui ho compreso che non avremmo superato la settimana e così è stato. Il tuo organismo non ha retto all’insufficienza renale, a quei valori elevatissimi “incompatibili con la vita” che non siamo riusciti a far calare. Stefania Rampolla, la nostra dolce vet, titolare della Clinica Veterinaria Althea, insieme a Massimo, il suo assistente, ci ha aiutato molto, incoraggiandomi in tutte le mie scelte. Li ringrazio di cuore per la tenerezza e la sensibilità mostrata nei nostri confronti.

Kiki, sono stata fortunata a condividere sei anni della mia vita con te, sei anni di gioie, alternate a paure e qualche dispiacere; mi hai insegnato tante cose,  perché io un cane non l’avevo mai avuto, né voluto. Sei entrato per caso nella mia vita e ora all’improvviso mi hai lasciata sola e disperata. Hai seminato amore ovunque passassi, chi ti ha conosciuto ha imparato ad apprezzare i cani.Kiki giovanissimo, età circa due anni, dicembre 2010

Kiki&me

Il tuo entusiasmo per una semplice passeggiata anche di pochi minuti era contagioso, quando uscivo per andare al lavoro o dovevo assentarmi a lungo, andavo via a malincuore, ti avrei portato via con me, nella mia borsetta… ma eri troppo grande… restavi nei miei pensieri, adagiato nel mio cuore. Penso a quando rientravo e percorrevo gli ultimi metri, salivo in ascensore e aprivo la porta di casa… intravedevo la tua sagoma dietro il vetro della porta d’ingresso… tu cominciavi a saltare e scodinzolare, per la grande gioia di rivedermi starnutivi, io ti abbracciavo, infilavo il collare e via, ci fiondavamo fuori.

-Aspetta Kiki, che mi cambio le scarpe…- toglievo i tacchi e mettevo quelle basse perché tu tiravi e temevo di inciampare…
-Kiki scendiamo, andiamo a comprare il pane!…-
-Kiki, vieni, andiamo a buttare la spazzatura…-
-Kiki, andiamo a fare l’ultima pipì della giornata...- ed erano le dieci, le undici passate, si scendeva perché MAI avresti fatto i tuoi bisogni in balcone.

Il tuo muretto preferito dove ti piaceva saltare...

Venivi dalla strada, eri stato abbandonato, quando ti ho adottato avevi circa un anno e mezzo. Ti trovai fra le pagine di Facebook in un appello dove si cercava aiuto per recuperarti e riuscii nell’intento… grazie anche a te Tiziana… il 30 giugno iniziarono le ricerche e il 1° luglio eri già salvo… il 2 in stallo presso uno dei volontari che ci aiutò, Silvia Riccobono. Al mattino in ambulatorio da Stefania Rampolla per i controlli e l’apposizione del microchip, di cui eri sprovvisto… cercai il tuo vecchio proprietario senza trovarlo e anche se avevo una lista lunghissima di persone disponibili ad adottarti, decisi che sarei stata io la tua nuova famiglia. Sei entrato rapidamente nel cuore di tutti, prima fra tutti la mia mamma, poi Patrizia e suo marito Andrea, che ti hanno amato come se fossi stato loro, contribuendo al pagamento delle tue cure e portandoci in macchina ovunque. Dal vet, in escursione, al ristorante, a passeggio… era così facile amarti ed apprezzarti!Kiki in macchina con Patrizia e Andrea

2015.10.18 - Agriturismo il Bevaio di Corleone -kiki patrizia mirella

Cefalù-novembre2016

Cefalù - nov 2016

Hai fatto breccia nei cuori di tante persone sensibili che ci hanno sostenuti. Sei stato meraviglioso Kiki, è bastato il tuo sguardo profondo dai tuoi occhi a mandorla proiettato nei pixel di mille computer per suscitare una catena d’amore e solidarietà… da Merano a Catania… vorrei elencare i nomi di tutti ma sono tanti… non ci riesco… vi tengo stretti stretti nel mio cuore…  e pensare che ci sono esseri umani incapaci di ispirare alcun sentimento nel prossimo.

Kiki non abbaiava… l’avrà fatto due o tre volte in balcone in sei anni e per strada quando incontravamo un cane maschio tirava fuori la sua voce… Kiki semmai sorrideva!

Io non ho fatto nulla per educarti, non avrei saputo da dove iniziare, eppure in sei anni non hai mai sporcato in casa… invece nell’ultimo mese della tua vita hai dovuto imparare a malincuore, uscivi in balcone a testa bassa, cercavi di nasconderti… ti vergognavi terribilmente, lo so.

La malattia ti aveva debilitato, non riuscivi più a reggerti sulle zampe, eri molto debole, uscivamo solo per i controlli medici, i prelievi e la sostituzione del catetere in vena ogni 4 giorni. Per te era diventato molto faticoso camminare, per salire in macchine ti prendevo in braccio, trovando le forze nel mio amore sconfinato per te. In un mese hai perso 10 kg e sei invecchiato di 10 anni.

Kiki

I nostri cari vet della Clinica Primavera, il dott. Giacalone e il dott. Rizzo, che ci hanno tanto sostenuto con i loro consigli e praticato le due trasfusioni, insieme al dott. Piazza, di cui serbo un ottimo ricordo, venerdì  1° luglio sono venuti a casa nostra. Tu hai continuato a dormire e non ti sei reso conto di nulla. Di noi ti sei sempre fidato. Il tuo cuore fortissimo da samurai continuava a battere, ma non c’eri già più fin dalle prime ore del mattino. Io ti ho tenuto la zampa e insieme a Patrizia non ho mai smesso di accarezzarti.

Il tuo viaggio di sola andata è iniziato alle 10.50 e alle 10.55 sei volato in cielo, lasciandomi affranta.

Alle 16.00 sei tornato alla Madre Terra, avvolto nel tuo lenzuolino, con il tuo primo giocattolo, una palla che ti era stata regalata da un nostro caro amico e l’ultimo, una treccia di cotone, con cui talvolta si giocava in balcone. Ho serbato alcuni ciuffi del tuo splendido pelo che ho tanto curato, in cui non affonderò più le dita… il tuo collare, il guinzaglio e le medagliette… tutto il resto come volevi sarà donato ai cagnolini del Rifugio “Lo Scodinzolo” della nostra amica Liliana Ragonese.

Ironia della sorte, ci siamo incontrati il 1° luglio del 2010 e mi hai lasciato il 1° luglio del 2016.

Piango disperatamente la tua scomparsa… restano i tuoi tre meravigliosi figli Shawn, adottato dal carissimo amico Luciano Di Stefano, Yoshi e Goa. Grazie Cristina Lombardo per aver permesso tutto ciò con la piccola Aisha, mamma dei cuccioli e per la tua generosità d’animo palesata in molteplici occasioni. Siamo legate per la vita. Lo sai.
Grazie all’amica Laura Vento per l’affetto e l’aiuto profuso nei nostri confronti fin dalla morte di mamma… fu lei a portarti al mare la prima volta… che emozione! Laura, sei come una sorella adottiva.

Aisha e i suoi cuccioli

Ovunque tu sia, amore mio, spero che le tue sofferenze siano terminate e che tu abbia raggiunto i miei cari… voglio crederci per non impazzire. Voglio immaginare che ogni tanto mi pensi e ti manco e mi stai aspettando lassù, da qualche parte.

Non vedo l’ora di riabbracciarti, la tua assenza è insopportabile.

Ciao Kiki, ti amo ora e ti amerò per sempre.

ciao Kiki, ti amo ora e ti amerò per sempre (in giapponese)

©2016 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

~So che quest’articolo commuoverà molte persone, vi prego però di pensare a noi anche con un sorriso. Considerate quante volte cani e gatti randagi muoiono investiti, soffrono e vagano per le vie della città, affamati e disperati. Kiki è stato fortunato, i nostri destini si sono incrociati e intrecciati, peccato che la sua vita sia stata così breve.  Adottate un randagio, se potete~ 

kiki amore infinito
Categorie:Animali

Ciao Kiki

29 Giugno 2016 1 commento

kiki&mirella

Ecco. Ce l’ho fatta. Scrivere di Lui, del fatto che se ne stia andando, della sua malattia incurabile che testardamente cerco di curare perché né, io né lui, vogliamo lasciarci. Ma forse è giunto il momento di separarci. Ci lega un amore fortissimo, non sarà facile. Ho scritto tanto su Kiki, oggi 29 giugno 2016 cerco di raccontare gli ultimi tre mesi da incubo, da aprile a oggi.

Kiki è entrato nella mia vita la notte del 1° luglio 2010 all’epoca aveva circa un anno e mezzo lo salvai dalla strada e da allora il nostro legame si è rafforzato sempre di più. Dimenticavo, Kiki è un cane, ma ragiona e si comporta forse meglio di tanti umani e lo considero come quel figlio che non ho mai voluto avere. Leggete la sua storia cliccando QUI.3 luglio 2010

Kiki ha circa 8 anni, che equivalgono pressappoco a 56 anni umani, siamo coetanei… ne dimostra molti di più perché è dimagrito e si è sciupato moltissimo. A me non importa, non l’ho mai amato per la sua bellezza, ma per il suo modo di essere, per la sua interirorità. É stato il mio primo cane, io che affermavo la superiorità dei gatti ho fatto qualche passo indietro e riconsiderato i miei pensieri al riguardo. I gatti li adoro sempre, ma ne convengo che si tratta di due mondi totalmente diversi.Ferragosto 2011

Il rapporto con Kiki è speciale e faccio fatica ad accettare che fra poco non ci sarà più. È già stato difficile accettare i cambiamenti anche sul comportamento, derivanti dalla malattia, un’insufficienza renale cronica scoperta nell’ottobre 2015 grazie ai controlli semestrali che ho sempre effettuato. Da allora ogni due mesi sono stati rieseguiti e la situazione è peggiorata trainando altre patologie, come l’anemia e le crisi convulsive. Ho cambiato veterinario perché non potevo più sentirmi dire che per Kiki non ci fossero più speranze e avrei dovuto abbandonare ogni cura.

Le due trasfusioni di sangue eseguite ad aprile e a giugno hanno migliorato la sua anemia, mentre la fluidoterapia iniziata l’otto aprile prima sottocute, poi in vena,  lo aiuta a disintossicare i reni, che non filtrano quasi più. Le sue vene sono sempre più fragili e sta diventando difficile  per il veterinario immettere il catetere che mi permette di eseguire le flebo a casa. Kiki non può più uscire perché non è in grado di camminare bene, è troppo debole.

I valori molto elevati di azotemia e creatinina, come disse uno dei veterinari che lo seguiva, “sono incompatibili con la vita”… quella vita che doveva finire a ottobre 2015 è proseguita fino a giugno 2016… è stato giusto o sbagliato, curarlo e assisterlo?… Non credo. Tutti hanno diritto a essere curati e sostenuti in caso di malattia. So di molti proprietari di cani e gatti che li abbandonano perché non riescono a pagare le cure e/o non sono capaci a star dietro a terapie, ricoveri e quant’altro. Non è facile, me ne rendo conto, ma non li giustifico in alcun modo. Quando un animale si ammala, gli vuoi più bene di prima. Inconcepibile abbandonarlo.Giugno 2013

I costi medici sono considerevoli, per non parlare dei farmaci… non tutti hanno la possibilità di permetterseli e avevo esternato nella mia pagina Facebook il mio rammarico nel non poter affrontare tutte le cure di cui Kiki necessitava. Una mia cara amica ‘virtuale’ Anna Alfonso si attivò per aiutarmi mettendomi in contatto con Marinella Arminio la quale scrisse un post nel gruppo dedicato agli akita di cui facciamo parte, coinvolgendo diverse persone in una piccola raccolta fondi che mi ha permesso di pagare una parte delle spese veterinarie. Ho conosciuto “a distanza” persone fantastiche, accomunate dall’amore per i cani e nello specifico di questa razza stupenda, speciale… solo chi ha convissuto con un akita può capire cosa intendo. Con l’occasione ringrazio di cuore i miei amici e i miei contatti Facebook, oltre alle tante persone sconosciute che ci hanno sostenuto con affetto. Kiki&Mirella settembre 2013

Nel frattempo Kiki aveva smesso di nutrirsi e il suo stato di salute sembrava peggiorare… per inciso aveva già perso10 kg in un mese e da 25 kg era passato a 15. Iniziamo a praticare flebo in vena, farmaci vari e ricovero in day hospital. Io sempre vicina a lui, lui che col suo sguardo non mi lasciava un istante… dopo quasi cinque giorni di digiuno aveva  ripreso a mangiare e questa situazione si è ripetuta altre volte, finché il canale dell’appetito si è aperto e Kiki ha ripreso a nutrirsi tutti i giorni con un appetito formidabile. Anche la stomatite, l’infiammazione alle gengive e le piccole ulcere alla bocca, sono guarite. Ho acquistato tanti prodotti e provato di tutto con testardaggine, perché non potevo rassegnarmi a vederlo soffrire. Eppoi Kiki ha sempre mostrato un grande attaccamento alla vita, e non potevo ignorare questo particolare importante.Kiki&Mirella aprile 2016

La dottoressa Stefania Rampolla segue Kiki dal 2010 e da aprile di quest’anno si è aggiunto lo staff dalla Clinica Primavera che ha praticato le trasfusioni di sangue e altri prelievi.

L’ecografia completa eseguita presso l’ambulatorio di Stefania non lascia adito a dubbi, se mai ce ne fossero stati, considerando i valori elevatissimi di azotemia e creatina. I reni sono compromessi, si tratta di nefropatia degenerativa e non c’è alcuna possibilità di guarigione, possiamo solo aiutarlo a disintossicarsi eseguendo le flebo in vena, perché sottocute non producono più alcun effetto. Da aprile quindi flebo quotidiane di Ringer lattato che poi ho imparato a eseguire a casa servendomi del catetere applicato in vena. Quest’ultimo va sostituito dal medico ogni 4 giorni circa.

Come se non bastasse, l’ecografia aveva rilevato che Kiki era affetto da iperplasia prostatica con delle cisti che gli avevano causato un’infezione e lo facevano sanguinare quando faceva pipì. Anche  questa patologia è stata curata. Le spese farmaceutiche sono enormi, si fanno tanti sacrifici e si tira avanti, sperando di vedere la luce in fondo al tunnel.

In epoca più recente, esattamente dal 30 maggio, sono iniziate le crisi convulsive, prima leggere, ogni 3/4 giorni della durata di pochi secondi, poi sempre più forti e lunghe, più volte al giorno. Il 22 giugno si verificano tre crisi a distanza di circa tre ore l’una dall’altra… il vet mi ha detto di praticare il valium per via rettale, cosa che ho fatto, ma è servito a poco, alle tre di notte sono riprese le crisi ogni due/tre ore, durano diversi minuti e Kiki si trasforma: schiuma alla bocca, urina copiosamente, tremori fortissimi e diffusi in tutto il corpo, battiti accelerati… il suo muso si trasforma, le zampe si stendono e poi si accartocciano… le pupille nere, prive di luce… ho pensato che morisse. Dopo ogni crisi restava immobile per terra, rigido e assente, con gli occhi chiusi a fessura. Io resto bloccata a casa con lui no-stop lo lascio solo non più di un’ora perché ho paura che possa accadergli qualcosa in mia assenza. Smetto di andare al lavoro.

Il 13 giugno in qualche modo cerchiamo di festeggiare il nostro compleanno… nella notte una crisi lo lascia tramortito per circa un’ora, ma supera anche questa, Kiki è un cane forte, un vero samurai. Cerco di essere forte e non piangere, Kiki è tutto per me, non sopporto di vederlo soffrire così.

keep-calm-festeggiamo-il-nostro-compleanno 13.06.2016

 Compleanno Mirella e Kiki 13.06.2016
Ho sollecitato il dott. Giacalone a prescrivermi qualcosa per combattere anche questa patologia e abbiamo iniziato la terapia con il Gardenale. Si tratta di un farmaco molto noto che cura l’epilessia e viene usato per umani e animali. Iniziamo la sera del 23 giugno, col dosaggio minimo cadenzato due volte al giorno, Kiki sembra reagire bene, le crisi scompaiono all’istante… ma è sempre più fiacco, non si regge in piedi ed è impossibile portarlo fuori per i bisogni. Fisicamente è a terra, pur nutrendosi correttamente.

È stata dura insegnargli di andare in balcone, usare i faldoni, per lui che amava tanto uscire e correva tirandomi il braccio… mi ricordo di aver cambiato tanti tipi di collare per farlo stare comodo ed evitare che tirasse. Quanto mi mancano le nostre passeggiate… Kiki ha fatto amicizia con tutti i negozianti in questi anni e si faceva benvolere per il suo carattere dolce, il suo temperamento pacato con i bambini, con chiunque lo avvicinasse.

Vado indietro con la memoria al 2010, quando lo salvai dalla strada… il cane senza passato… ma con un meraviglioso futuro… un futuro durato pochi anni, purtoppo.   

Nel 2011 accadde che ci trasferimmo per lavoro restando circa quattro mesi sulle Madonie, Kiki era felice di vivere nel verde, in mezzo alla natura incontaminata… siamo stati molto bene… era uno splendore, guardatelo cliccando QUI.luglio 2011

Il 17 marzo 2012 divenne papà di quattro cuccioli, due mesi prima si era accoppiato con Aisha, una piccola akita che abita vicino casa mia e che ho conosciuto per caso, facendo amicizia con la sua mamma umana Cristina Lombardo. Nello stesso anno, a maggio, mi candidai alle elezioni amministrative di Palermo ovviamente come animalista e apparivo in foto con Kiki nei manifesti elettorali… purtroppo non sono stata eletta. Mi sarebbe piaciuto aiutare anche gli animali randagi così bistrattati nella mia città, avevo un programma molto articolato al riguardo. Cliccando QUI potete leggere l’articolo.

QUI trovate un post con bellissime foto di Kiki…

Kiki è stato ed è molto amato dalla mia famiglia. La mia mamma che non c’è più gli voleva tanto bene, lo chiamava “santo cane” e non voleva che lo rimproverassi… mia sorella e mio cognato ci hanno sempre aiutati in mille difficoltà, sostenendo anche molte spese veterinarie. Quando stava bene, ci siamo recati spesso fuori città e Kiki ha conosciuto posti nuovi, divertendosi moltissimo. Era curioso, gli piaceva fare amicizia con tutti, inoltre era educatissimo al ristorante e ricevevo molti complimenti per il suo comportamento.Ott 2015 -Agriturismo il Bevaio di Corleone -kiki patrizia mirella

Era felice, gli occhi brillavano, il mantello lucente, la gente mi fermava in strada per accarezzarlo, addirittura i bambini volevano fare le foto cn lui e lo chiamavano “Re Leone” per la sua folta criniera. Il suo pelo era morbido e setoso, curato con i migliori shampoo dato che soffriva di dermatite. Ha avuto una bella vita, amato e accudito dai suoi cari, com’è giusto che sia quando si adotta un animale.

L’anno scorso la mia amica Laura Vento ci ha portati al mare e così Kiki ha fatto il suo primo bagno. È stata un’esperienza nuova per lui, all’inizio ha avuto un po’ paura. In seguito siamo tornati con mia sorella e già Kiki era meno spaventato, nuotava con più scioltezza e ci siamo divertiti molto.

Kiki ha circa otto anni, oggi versa in pessime condizioni di salute e non resta più nulla da fare. Fossi stata a Torino, avrei provato anche la dialisi, purtroppo a Palermo non ci sono strutture che la praticano.

Io ho provato di tutto assecondando la sua voglia di vivere, voglia che non si percepisce più. Il suo sguardo da ieri è cambiato, mi rendo conto che l’effetto del farmaco si fa sentire, ha eliminato le crisi, ma lo ha cambiato. Il suo sguardo sembra supplichevole, gli occhi sono infossati, appaiono rimpiccioliti, e si vede la palpebra interna. E’ apatico, poco interessato al mondo esterno. Pur mangiando tre volte al giorno, non si regge in piedi e cade spesso camminando per casa, quindi sta quasi tutto il giorno immobile.

I bei ricordi di tante passeggiate ed escursioni sembrano lontani anni luce.Io&Kiki luglio 2015

I nostri momenti affettuosi vissuti in totale simbiosi, mi mancano tanto. Le nostre energie sono state risucchiate da questa malattia che ci ha rovinato la vita. Ogni giorno è un giorno triste, senza alcun miglioramento. Vivo questa situazione come una grande ingiustizia e se già credevo in Dio ben poco, oggi posso affermare di non crederci quasi più. Non ho mai preteso un miracolo, ma un po’ di salute per una creatura innocente. Tanto accanimento da quello che viene definito il buon Dio, non lo capisco…
Non si contano le notti insonni, i sacrifici, la mole di lavoro in casa, le energie profuse, il denaro speso e i tanti debiti contratti. Kiki è stato un paziente modello, non si è mai lamentato una volta, accettando le cure, il ricovero, le terapie. Da lunedì 27 è diventato insofferente alle flebo, devo stare vicina a lui, non posso lasciarlo solo, si muove molto e rischia di farsi male.

Kiki resiste anche se mi sembra allo strenuo delle forze. Non può vivere senza flebo, ho diminuito le ore di fluidoterapia per non stressarlo, i valori di azoto così salgono e ciò causerà ulteriore intossicazione del sangue.  Sono sempre stata contraria all’eutanasia a meno che non ci siano sofferenze palesi, che impediscono lo svolgimento della vita stessa con una buona qualità.kiki&mirella aprile 2016

 

Vita che valga la pena di essere vissuta.

Il nostro meraviglioso futuro si è concluso drasticamente in un doloroso presente che mi lascia il cuore a brandelli.

Ciao Kiki, ti amo ora e ti amerò per sempre. Non ti dimenticherò MAI.

©2016 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

Giugno 2014

Il nostro amore per gli animali si misura dai sacrifici che siamo pronti ad affrontare per loro (Konrad Lorenz)~

~ Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato (Schopenhauer)~ 

Il cane è un gentiluomo. Spero di andare nel suo paradiso, non in quello degli uomini (Mark Twain)~

Categorie:Animali

Abbandono di un cane in diretta

20 Aprile 2016 2 commenti

Telecamere nascoste nei punti strategici, idea formidabile per combattere il triste e diffuso fenomeno degli abbandoni.

Avrei piacere che qualcuno trovasse quest’ individuo per impartirgli una bella lezione, ma di quella seria, che comprenda scritti e orali e abbia come conseguenza almeno 6 mesi di ospedale, perché tanto in Italia non farà neanche un giorno di galera. Ritaglio-video_cane-Carini

Di seguito il video in cui si assiste distintamente alla scena dell’abbandono del povero cane che viene legato a un palo nell’oscurità della notte, vicino ai cassonetti dei rifiuti. In primo piano il proprietario che si allontana, fra i latrati del suo compagno di vita, con i due complici poco distanti in macchina. VERGOGNA!

Il cane è al sicuro, fortunatamente, grazia a ENPA Carini e alla polizia municipale. Intanto sono stati identificati due dei tre uomini “valorosi”, ripresi dalla telecamera ubicata al bivio Fondo Crocco, nella Strada Statale 113 nei pressi di Carini (Palermo). Costoro andrebbero svergognati con nomi e cognomi PUBBLICAMENTE, ma il Giornale di Sicilia pubblica solo le iniziali, come d’altronde tutti gli altri giornali. Eh, la privacy!

Enpa_Carini-abbandono-cane-in-diretta

Auguro tanta fortuna a questo cagnolino con una buon adozione in una famiglia perbene. Un animale è PER SEMPRE, quando adottiamo un cane o un gatto, il nostro impegno e il nostro amore devono essere costanti fino all’ultimo dei suoi giorni.

©2016 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati

Categorie:Animali

Vi presento Alice

29 Marzo 2016 Commenti chiusi

In India pare che vivano più di 30 milioni di randagi. Alla miseria spesso si accompagnano la crudeltà e il disinteresse della gente, così gli animali abbandonati muoiono di fame e di malattie, curabili in molti casi. Vi racconto la storia di un cane salvato da Animal Aid Unlimited, un’organizzazione ubicata a Udaipur, Rajasthan, che dal 2002 provvede a salvare migliaia di animali di ogni specie. Uno staff di 50 persone  si occupa di curare una media di 150 animali feriti ospiti del centro che comprende anche un ospedale.

Oggi desidero condividere con voi un filmato che testimonia l’incredibile guarigione di un cane affetto da una forma gravissima di scabbia. La sua pelle piena di croste e priva di pelo lo rendevano simile a una pietra, inoltre non mangiava da chissà quanto tempo ed era molto emaciato. Il volontario  l’ha preso con molta dolcezza ed è stato ricoverato al centro, dove sono iniziate subito le cure. Al quarto giorno di trattamenti la pelle è diventata più morbida, gran parte delle croste sono cadute e lo sguardo del cane è diventato meno timoroso. Si è lasciato curare senza difficoltà e nel giro di sei settimane Alice, così viene chiamata la cagnolina, ha cambiato radicalmente aspetto. Il pelo si fa strada nella cute ormai libera dalle croste, comincia a crescere in tutto il corpo e il suo sguardo torna ad essere sereno e fiducioso. Una trasformazione fantastica!

Perché vi parlo di Alice? Giorni fa ho letto una notizia raccapricciante  in cui una donna a Krishnanagara (India) ha ucciso crudelmente i cuccioli di una cagnetta che aveva appena partorito davanti casa sua. Sanzionata dalle autorità rischia una condanna fino a cinque anni di prigione per un gesto tanto crudele quanto inutile. Leggendo l’articolo fino in fondo sono venuta a conoscenza di Animal Aid Unlimited, la più importante associazione animalista in India cui si deve il salvataggio di tanti animali. Mi sono documentata e ho visto il loro operato, davvero encomiabile, in un Paese così difficile dove anche i diritti umani sono calpestati. Vi consiglio di visitare il canale YouTube perché di casi disperati a lieto fine come quello di Alice ce ne sono tanti.

Animal Aid Unlimited

Il sito web : http://animalaidunlimited.org/
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Animal Aid fu fondato da una famiglia americana nel 2002, Erika, Jim and Claire Abrams-Myers e l’anno dopo venne costruito anche l’ospedale. Fino al 2015 sono oltre 50.000 gli animali curati. Dei 400 ospiti, 250 sono ricoverati per cure veterinarie e 150 vivono nel sanctuary.
Una sola parola: GRAZIE.

©2016 Mirella Puccio ~Tutti i diritti riservati

 

Categorie:Animali

D’amore (forse) si muore

2 Novembre 2015 4 commenti

Il 22 agosto 2015, si spegneva la giovane vita di Miss Minù.

“Il giorno che fu accolta a casa, domenica 9 settembre 2007, la sua futura mamma umana Iolanda era molto triste per la morte dell’amato compagno di vita avvenuta l’anno precedente e si sentiva sola nella grande casa. Aveva avuto tanti gatti in passato, che negli anni via via avevano attraversato il Ponte… adesso le sue figlie avevano pensato che fosse giunto il momento di far tornare un gatto in quelle stanze e la piccola Minù, salvata dalla strada giorni prima, divenne la sua ragione di vita, il suo sorriso, il suo tutto e Iolanda l’amò con tutto l’amore di cui era capace.

Minù era una giovanissima randagina di pochi mesi, io la soprannominai Miss Minù  perché era di una bellezza unica e speciale, la Miss dei gatti: i suoi occhi verde smeraldo spiccavano nel mantello dai riflessi d’oro e di rame, con sfumature dal beige  al marrone e striature rosse e nere. Crescendo divenne ancora più bella, era ingrassata dopo la sterilizzazione, ma  la nuova padrona di casa stava benissimo.

La piccola fu curata amorevolmente dalle sue sorelle umane Mirella e Patrizia, superando un grave intervento chirurgico (piometra) e qualche malattia, ma l’ultima fu letale”.

Una carrellata di alcune fra le foto più belle scattate a Miss Minù in questi otto anni.

Minù, ottobre 2007

Miss Minù - ottobre 2007

Miss Minù, ottobre 2007

Miss Minù - ottobre 2007

Miss Minù, dicembre 2007

Miss Minù - dicembre 2007

Miss Minù, dicembre 2008

Miss Minù - dicembre 2008

Miss Minù, marzo 2008

Miss Minù - marzo 2008

Miss Minù - gennaio 2009

Miss Minù - gennaio 2009

Miss Minù dicembre 2009

Miss Minù - dicembre 2009

Miss Minù - maggio 2009

Miss Minù - maggio 2009

Miss Minù, giugno 2009

Miss Minù, giugno 2009

Miss Minù, febbraio 2010

Miss Minù - febbraio 2010

Miss Minù, luglio 2011

Miss Minù - luglio 2011

Miss Minù, ottobre 2011

Miss Minù - ottobre 2011

Miss Minù, aprile 2013

Miss Minù - aprile 2013

Miss Minù, gennaio 2014

Miss Minù - gennaio 2014

Maggio 2014

Maggio 2014

Miss Minù, aprile 2015

Miss Minù - aprile 2015

Miss Minù - aprile 2015

Miss Minù - aprile 2015

All’incirca nel mese di maggio mi ero accorta Miss Minù usava la lettiera più spesso del dovuto, urinava tanto e pulivo la sua cassetta di frequente. Temevo un’insufficienza renale. Convincere mia madre a portare Minù dal veterinario era difficile, ma a un certo punto anche lei si rese conto che fosse meglio eseguire un controllo. La diagnosi ci lasciò esterrefatte: linfoma renale, con formazioni tumorali visibili e palpabili. L’ecografia renale e le analisi del sangue eseguite il 24 luglio confermarono la diagnosi, con valori di azotemia e creatinina superiori di cinque volte la media. Una malattia incurabile dato che entrambi i reni erano compromessi e praticamente non funzionavano più. Nessuna cura avrebbe potuto salvarla, tuttavia venne  iniziata la classica terapia con flebo di Ringer, punture sottocute di cortisone, diuretici, integratori per stimolare l’appetito che stava scomparendo… Il medico affermò che avrebbe potuto vivere da pochi giorni a poche settimane, i reni non esercitavano più la loro funzione di filtro e non esisteva alcuna cura, né intervento, per rimetterli in sesto.

Una sera Minù ci fece preoccupare, aveva difficoltà respiratorie e con mia sorella andammo di corsa in ambulatorio, dove le fu somministrato l’ossigeno. Era l’11 agosto. Il medico c’insegnò cosa fare in questi casi e l’indomani per precauzione ci procurammo una bombola d’ossigeno da tenere in casa per ogni emergenza.

La malattia proseguì implacabile nonostante le cure, tutti noi eravamo molto in pena per lei, ero io a farle flebo e punture e ogni volta mi sembrava tutto inutile. Era debole, si muoveva poco e amava stare nascosta, tipico atteggiamento dei gatti quando stanno male.
Mamma Iolanda era triste e piangeva spesso.
La nostra amata bimba continuava a dimagrire e ai lati del suo corpo rasate a causa dell’ecografia, si evidenziavano sempre più le masse tumorali. Il veterinario avrebbe voluto addormentarla per evitare inutili sofferenze ma non era possibile, le vite di Iolanda e Minù erano strettamente legate l’una all’altra. Miss Minù doveva vivere a tutti i costi perché la sua Mamma aveva affermato più volte che se fosse morta, lei l’avrebbe seguita subito.

Miss Minù in balcone il giorno di Ferragosto,  il suo ultimo barlume di vita.

Miss Minù, 15 agosto 2015

Miss Minù - 15 agosto 2015

Miss Minù iniziò a rifiutare il cibo e smise gradualmente di alimentarsi, cominciando a dimagrire, si limitava a bere un po’ d’acqua, così venne messa in atto l’alimentazione liquida con il Nutribound, un prodotto liquido dall’azione ricostituente. Il suo bellissimo mantello divenne opaco, perdeva tanto pelo e anche il suo carattere notoriamente vivace cambiò. Divenne apatica, non saliva più sul letto di mamma o sui divani, restava nascosta per intere giornate dormendo in un angolo, sul pavimento.

Si capiva che aveva perso la voglia di vivere.

Da alcuni giorni era diventato impossibile nutrire la piccola con la siringa e avevamo grandi difficoltà a proseguire le cure. A causa della malattia renale anche la bocca e le gengive erano danneggiate e doloranti, sanguinavano, e la situazione peggiorava di giorno in giorno. Neanche il prodotto speciale da massaggiare sulle gengive riusciva ad alleviare il disturbo, ogni tanto emetteva flebili miagolii ed eravamo disperate a vederla in quello stato. La piccola era sciupata, non reagiva alle cure, nutrirla forzatamente sembrava una violenza.

La bellissima Miss Minù non era più lei.

A Palermo faceva caldo, era una delle estati più calde degli ultimi anni, di solito la nostra bimba amava sonnecchiare in balcone, sulla brandina, o negli angoli più freschi di casa, cercando un po’ di refrigerio, ma negli ultimi giorni di vita restava immobile sotto il tavolo dello studio o dietro il carrello della televisione per intere giornate. Riusciva ancora a usare la sua cassettina igienica, anche se molto di rado, dato che non mangiava quasi più e beveva sempre di meno.  Il giorno prima di accompagnarla sul Ponte la portai in quel balcone che lei amava tanto. La presi delicatamente fra le braccia… era un scricciolo di un paio di chili… guardando le altre foto, si può notare quanto fosse deperita, fino all’inverno scorso pesava circa 8 kg e la malattia in meno di tre mesi l’aveva ridotta pelle e ossa.

Miss Minù, 21 agosto 2015

Miss Minù - 21 agosto 2015

Quella mattina di sabato 22 agosto la bimba non riusciva più neanche a camminare e non raggiunse mamma nella stanza da letto per uscire in balcone, come faceva di solito. Mamma ci comunicò rassegnata che aveva preso una decisione, non sopportava più di vederla soffrire e si era accorta che il suo corpicino molto provato non reagiva alle cure. Ci pregò di portarla dal veterinario,  era giunto il momento di lasciarla andar via, in modo dignitoso e senza ulteriori sofferenze.  Non conosceva tutta la verità sul male di Minù, ma di certo aveva capito che versava in gravissime condizioni.

Io e mia sorella Patrizia abbiamo preparato il trasportino e siamo andate dal veterinario.

Alle 11:10 del 22 agosto 2015 Miss Minù ha iniziato il suo viaggio verso un mondo migliore privo di sofferenze.
Alle 11:40 si è addormentata per sempre, fra le nostre carezze, i baci e le lacrime.
Alle 19:00 del 28 agosto la sua mamma umana Iolanda la seguiva nel suo lungo viaggio, rincorrendola fra le nuvole, lasciandoci affrante. Ogni sera ripeteva che la sua vita non aveva più senso e pregava Dio di morire, non riusciva a rassegnarsi alla perdita della sua adorata gattina! Mamma non aveva nessuna malattia in atto, né alcuna grave patologia, ha impiegato pochi secondi per morire, senza rendersi conto di ciò che le stava accadendo. Un dolore immenso si è impadronito dei nostri cuori, non ci lascia mai e so che ci accompagnerà fino all’ultimo dei nostri giorni.

Voglio immaginare che Miss Minù e mamma Iolanda adesso si sono riunite per sempre e non si lasceranno mai più. Scrivo questo post piangendo la loro scomparsa, vi assicuro che non è stato facile, ma l’ho fatto perché non lasciate soffrire i vostri animali quando sono affetti da una malattia incurabile, è ingiusto ed egoistico. Accompagnateli con coraggio verso la loro nuova vita, sarà il vostro ultimo atto d’amore nei loro confronti.
Ciao Minù

©2015 Mirella Puccio ~Tutti i diritti riservati

Aggiornamenti e note:
Il 10 novembre Tiscali  ha pubblicato quest’articolo in prima pagina nella sua home fra i “blog del giorno”, ringrazio la redazione e tutti i nostri lettori che sono aumentati in maniera esponenziale. In questo periodo ci leggono in media un migliaio di persone al giorno e questo mi fa piacere, giacché il messaggio che ho inteso diffondere è quello riguardante un tema dibattuto e di non facile attuazione, l’eutanasia di una dolce creatura che non è in grado di esprimere il suo dolore. L’accanimento terapeutico soddisfa solo il nostro egoismo ed è ingiusto. 

Categorie:Animali, Argomenti vari

Buona Veg-Pasqua!

4 Aprile 2015 Commenti chiusi

Vorrei dare per scontato che nessuno di voi mangerà agnello e che almeno in questi giorni riesca a mostrare compassione per le creature più fragili e indifese, auspicando una graduale passaggio a una scelta alimentare vegan.

Una campagna di sensibilizzazione è stata attuata da Animal Amnesty, che in questi giorni ha diffuso per il secondo anno consecutivo, 400 manifesti in undici città italiane : Torino, Milano, Varese, Lecco, Brescia, Bologna, Grosseto, Roma, Napoli, Brindisi e Catania.

Campagna Animal Amnesty

Nei manifesti sono raffigurati un cane e un agnello con la scritta: “Uno lo ami, l’altro lo mangi”, una frase che va al di là della consueta mattanza pasquale di agnelli, poiché intende sottolineare il fatto che tutti gli animali, non solo quelli d’affezione, hanno eguali diritti.

uova-vegan-probios

Il consumo di carne è diminuito anche quest’anno, ma sono ancora troppi gli irriducibili della costoletta d’agnello.

Inutile aggiungere che i menu cruelty-free sono altrettanto gustosi!

Guardate su http://www.veganblog.it/category/unidea-per/pasqua/ quante ricette, dal primo al dolce!

Vi segnalo inoltre che la Probios di Firenze, azienda leader in Italia nella distribuzione di alimenti biologici vegetariani, vegani e per intolleranze alimentari, ha deciso di lanciare anche l’uovo di Pasqua, in tre tipologie di gusto: uova di cioccolato alla soia, uova di cioccolato fondente; uova di cioccolato bianco alla soia.

Le uova di Pasqua vegane sono inoltre prodotte senza glutine e con cacao equo-solidale, il che non guasta.

Auguro una felice Veg-Pasqua a tutti i lettori del blog!

 

 

 

©2015 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

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