Ricevo questo messaggio attraverso un commento postato da Cristina, una delle mie più affezionate lettrici:

<<<Ho un dubbio che vorrei chiarire, ho un vago ricordo di un articolo letto qualche tempo fa in cui si parlava delle ceneri gregge che, se non ricordo male, sarebbero alla stregua di farine di carne o simili, sapresti dirmi qualcosa al riguardo? Controllo sempre gli ingredienti nei mangimi che compro per il mio gatto, tra quelli nella safe list nel tuo articolo che sono riuscita a reperire nella mia città in effetti tra gli ingredienti ci sono le ceneri gregge, a questo punto mi sorge il dubbio: si è vero è un mangime cruelty free ma che concludo se tra gli ingredienti ci sono animali tra cui anche cani e gatti?? Ti prego aiutami a sbrogliare questa matassa, se ti è possibile! Grazie mille per la disponibilità!>>>
Rispondo a Cristina con un post, dato l’argomento di comune interesse.
Il petfood è composto da una serie d’ingredienti più o meno dannosi per la salute degli animali. Le liste che ho già pubblicato su:
http://tesoromio.blog.tiscali.it/2010/10/19/maledette-scatolette/
http://tesoromio.blog.tiscali.it/2010/11/24/maledette-scatolette-2-parte/
servono a scremare gli alimenti testati e non, per consentire una più facile identificazione degli stessi negli scaffali di negozi e supermarket, ma non esisterà mai al mondo una scatoletta priva di “effetti collaterali”.
Io sono per i cibi freschi e somministro molto raramente scatolette al mio cane, quelle poche volte che lo faccio, mi sento tremendamente in colpa, perché ho la sensazione d’intossicarlo. Il mio gatto ha vissuto quasi 20 anni perché ha mangiato pochissime scatolette, di solito gli preparavo nasello o merluzzo bollito che gradiva moltissimo, ogni tanto qualche pezzetto di carne o di pollo e croccantini light e senior di ottima marca.
I proprietari di animali devono imparare a leggere le etichette, se desiderano salvaguardare la loro salute. Quello che si risparmia col cibo, prima o poi sarà versato con gli interessi a veterinari e farmacisti, credeteci. Un cibo in scatola (vale anche per quello destinato agli umani) conterrà sempre coloranti e conservanti, oltre ad additivi più o meno nocivi.
Esistono alcuni parametri oggettivi che possono aiutare a valutare la bontà di un alimento.
La legge prevede che tutti gli ingredienti siano indicati in ordine decrescente rispetto alla percentuale contenut
a nel prodotto, quindi il primo ingrediente della lista dovrebbe essere quello predominante su tutti gli altri.
Per rispondere a Cristina e chiarire il concetto a chi non fosse informato, chiarisco cosa siano le CENERI GREGGE. Si tratta di materiali inorganici, i minerali per intenderci, derivati dall’incenerimento delle sostanze organiche, ecco perché si chiamano ceneri. Il loro tenore deve essere il più basso possibile, ma badate bene di eseguire i confronti fra stesse categorie: kitten con kitten (deve avere i valori più bassi in assoluto), adult con adult, senior con senior, light con light, ecc. Sono tra i parametri da prendere in considerazione per stabilire la bontà di un alimento e sbugiardano le ingannevoli dichiarazioni di qualità sbandierate nelle confezioni e in pubblicità commissionate dalla petfood industry.
È evidente che l’utilità delle ceneri gregge, dipenda dalle sostanze utilizzate; in altre parole, se per ottenere le ceneri sono stati utilizzati sottoprodotti della carne come ossa, piume, pelle, interiora, il cane/gatto non avrà grandi benefici dal punto di vista nutrizionale. Tutto dipende dall’affidabilità del marchio e dalla sua reputazione, un’azienda seria non userà gli scarti per produrre le ceneri, tenete presente che in percentuale, le ceneri gregge nei croccantini non devono superare il 7%. Più sono basse, migliore è la qualità del cibo. Ho riscontrato crocchette carissime con una percentuale dell’8,5%…
Nel mangime umido, la percentuale scende all’1-2%, e ricordate che deve esserci almeno il 40% di carne/pesce. Ho riscontrato percentuali di carne al 4% in certe scatolette…
Dietro la denominazione farina di carne può esserci di tutto, il mio articolo riporta chiaramente ogni dettaglio http://tesoromio.blog.tiscali.it/2010/10/19/maledette-scatolette/
Non fatevi ingannare dal fatto che il vostro cane o gatto preferisca mangiare prodotti di una determinata marca, non sempre è la migliore, probabilmente è solo la più “appetibile”. L’appetibilità di un prodotto è data da alcune sostanze, spesso dannose. Malattie del tratto urinario, calcolosi, intolleranze, allergie, cancro, vomito, diarrea, disturbi comportamentali, sono fra i possibili effetti collaterali del consumo di mangimi industriali prodotti con ingredienti scadenti o cattivi, ricchi di additivi, contaminati da batteri, muffe, farmaci e tossine.
Se non riuscite ad acquistare mangimi di qualità, valutate l’opportunità di cucinare voi stessi i pasti. Allungherete la vita ai vostri animali riducendo le visite dal veterinario e il business delle multinazionali. Secondo i dati SymphonyIRI, le vendite di alimenti per cani e gatti hanno superato nel 2010 i 786 milioni di euro.
© 2011 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati
Fonti: tutte le immagini inserite nel post sono state reperite in Rete
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