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Archivio Giugno 2016

Ciao Kiki

29 Giugno 2016 1 commento

kiki&mirella

Ecco. Ce l’ho fatta. Scrivere di Lui, del fatto che se ne stia andando, della sua malattia incurabile che testardamente cerco di curare perché né, io né lui, vogliamo lasciarci. Ma forse è giunto il momento di separarci. Ci lega un amore fortissimo, non sarà facile. Ho scritto tanto su Kiki, oggi 29 giugno 2016 cerco di raccontare gli ultimi tre mesi da incubo, da aprile a oggi.

Kiki è entrato nella mia vita la notte del 1° luglio 2010 all’epoca aveva circa un anno e mezzo lo salvai dalla strada e da allora il nostro legame si è rafforzato sempre di più. Dimenticavo, Kiki è un cane, ma ragiona e si comporta forse meglio di tanti umani e lo considero come quel figlio che non ho mai voluto avere. Leggete la sua storia cliccando QUI.3 luglio 2010

Kiki ha circa 8 anni, che equivalgono pressappoco a 56 anni umani, siamo coetanei… ne dimostra molti di più perché è dimagrito e si è sciupato moltissimo. A me non importa, non l’ho mai amato per la sua bellezza, ma per il suo modo di essere, per la sua interirorità. É stato il mio primo cane, io che affermavo la superiorità dei gatti ho fatto qualche passo indietro e riconsiderato i miei pensieri al riguardo. I gatti li adoro sempre, ma ne convengo che si tratta di due mondi totalmente diversi.Ferragosto 2011

Il rapporto con Kiki è speciale e faccio fatica ad accettare che fra poco non ci sarà più. È già stato difficile accettare i cambiamenti anche sul comportamento, derivanti dalla malattia, un’insufficienza renale cronica scoperta nell’ottobre 2015 grazie ai controlli semestrali che ho sempre effettuato. Da allora ogni due mesi sono stati rieseguiti e la situazione è peggiorata trainando altre patologie, come l’anemia e le crisi convulsive. Ho cambiato veterinario perché non potevo più sentirmi dire che per Kiki non ci fossero più speranze e avrei dovuto abbandonare ogni cura.

Le due trasfusioni di sangue eseguite ad aprile e a giugno hanno migliorato la sua anemia, mentre la fluidoterapia iniziata l’otto aprile prima sottocute, poi in vena,  lo aiuta a disintossicare i reni, che non filtrano quasi più. Le sue vene sono sempre più fragili e sta diventando difficile  per il veterinario immettere il catetere che mi permette di eseguire le flebo a casa. Kiki non può più uscire perché non è in grado di camminare bene, è troppo debole.

I valori molto elevati di azotemia e creatinina, come disse uno dei veterinari che lo seguiva, “sono incompatibili con la vita”… quella vita che doveva finire a ottobre 2015 è proseguita fino a giugno 2016… è stato giusto o sbagliato, curarlo e assisterlo?… Non credo. Tutti hanno diritto a essere curati e sostenuti in caso di malattia. So di molti proprietari di cani e gatti che li abbandonano perché non riescono a pagare le cure e/o non sono capaci a star dietro a terapie, ricoveri e quant’altro. Non è facile, me ne rendo conto, ma non li giustifico in alcun modo. Quando un animale si ammala, gli vuoi più bene di prima. Inconcepibile abbandonarlo.Giugno 2013

I costi medici sono considerevoli, per non parlare dei farmaci… non tutti hanno la possibilità di permetterseli e avevo esternato nella mia pagina Facebook il mio rammarico nel non poter affrontare tutte le cure di cui Kiki necessitava. Una mia cara amica ‘virtuale’ Anna Alfonso si attivò per aiutarmi mettendomi in contatto con Marinella Arminio la quale scrisse un post nel gruppo dedicato agli akita di cui facciamo parte, coinvolgendo diverse persone in una piccola raccolta fondi che mi ha permesso di pagare una parte delle spese veterinarie. Ho conosciuto “a distanza” persone fantastiche, accomunate dall’amore per i cani e nello specifico di questa razza stupenda, speciale… solo chi ha convissuto con un akita può capire cosa intendo. Con l’occasione ringrazio di cuore i miei amici e i miei contatti Facebook, oltre alle tante persone sconosciute che ci hanno sostenuto con affetto. Kiki&Mirella settembre 2013

Nel frattempo Kiki aveva smesso di nutrirsi e il suo stato di salute sembrava peggiorare… per inciso aveva già perso10 kg in un mese e da 25 kg era passato a 15. Iniziamo a praticare flebo in vena, farmaci vari e ricovero in day hospital. Io sempre vicina a lui, lui che col suo sguardo non mi lasciava un istante… dopo quasi cinque giorni di digiuno aveva  ripreso a mangiare e questa situazione si è ripetuta altre volte, finché il canale dell’appetito si è aperto e Kiki ha ripreso a nutrirsi tutti i giorni con un appetito formidabile. Anche la stomatite, l’infiammazione alle gengive e le piccole ulcere alla bocca, sono guarite. Ho acquistato tanti prodotti e provato di tutto con testardaggine, perché non potevo rassegnarmi a vederlo soffrire. Eppoi Kiki ha sempre mostrato un grande attaccamento alla vita, e non potevo ignorare questo particolare importante.Kiki&Mirella aprile 2016

La dottoressa Stefania Rampolla segue Kiki dal 2010 e da aprile di quest’anno si è aggiunto lo staff dalla Clinica Primavera che ha praticato le trasfusioni di sangue e altri prelievi.

L’ecografia completa eseguita presso l’ambulatorio di Stefania non lascia adito a dubbi, se mai ce ne fossero stati, considerando i valori elevatissimi di azotemia e creatina. I reni sono compromessi, si tratta di nefropatia degenerativa e non c’è alcuna possibilità di guarigione, possiamo solo aiutarlo a disintossicarsi eseguendo le flebo in vena, perché sottocute non producono più alcun effetto. Da aprile quindi flebo quotidiane di Ringer lattato che poi ho imparato a eseguire a casa servendomi del catetere applicato in vena. Quest’ultimo va sostituito dal medico ogni 4 giorni circa.

Come se non bastasse, l’ecografia aveva rilevato che Kiki era affetto da iperplasia prostatica con delle cisti che gli avevano causato un’infezione e lo facevano sanguinare quando faceva pipì. Anche  questa patologia è stata curata. Le spese farmaceutiche sono enormi, si fanno tanti sacrifici e si tira avanti, sperando di vedere la luce in fondo al tunnel.

In epoca più recente, esattamente dal 30 maggio, sono iniziate le crisi convulsive, prima leggere, ogni 3/4 giorni della durata di pochi secondi, poi sempre più forti e lunghe, più volte al giorno. Il 22 giugno si verificano tre crisi a distanza di circa tre ore l’una dall’altra… il vet mi ha detto di praticare il valium per via rettale, cosa che ho fatto, ma è servito a poco, alle tre di notte sono riprese le crisi ogni due/tre ore, durano diversi minuti e Kiki si trasforma: schiuma alla bocca, urina copiosamente, tremori fortissimi e diffusi in tutto il corpo, battiti accelerati… il suo muso si trasforma, le zampe si stendono e poi si accartocciano… le pupille nere, prive di luce… ho pensato che morisse. Dopo ogni crisi restava immobile per terra, rigido e assente, con gli occhi chiusi a fessura. Io resto bloccata a casa con lui no-stop lo lascio solo non più di un’ora perché ho paura che possa accadergli qualcosa in mia assenza. Smetto di andare al lavoro.

Il 13 giugno in qualche modo cerchiamo di festeggiare il nostro compleanno… nella notte una crisi lo lascia tramortito per circa un’ora, ma supera anche questa, Kiki è un cane forte, un vero samurai. Cerco di essere forte e non piangere, Kiki è tutto per me, non sopporto di vederlo soffrire così.

keep-calm-festeggiamo-il-nostro-compleanno 13.06.2016

 Compleanno Mirella e Kiki 13.06.2016
Ho sollecitato il dott. Giacalone a prescrivermi qualcosa per combattere anche questa patologia e abbiamo iniziato la terapia con il Gardenale. Si tratta di un farmaco molto noto che cura l’epilessia e viene usato per umani e animali. Iniziamo la sera del 23 giugno, col dosaggio minimo cadenzato due volte al giorno, Kiki sembra reagire bene, le crisi scompaiono all’istante… ma è sempre più fiacco, non si regge in piedi ed è impossibile portarlo fuori per i bisogni. Fisicamente è a terra, pur nutrendosi correttamente.

È stata dura insegnargli di andare in balcone, usare i faldoni, per lui che amava tanto uscire e correva tirandomi il braccio… mi ricordo di aver cambiato tanti tipi di collare per farlo stare comodo ed evitare che tirasse. Quanto mi mancano le nostre passeggiate… Kiki ha fatto amicizia con tutti i negozianti in questi anni e si faceva benvolere per il suo carattere dolce, il suo temperamento pacato con i bambini, con chiunque lo avvicinasse.

Vado indietro con la memoria al 2010, quando lo salvai dalla strada… il cane senza passato… ma con un meraviglioso futuro… un futuro durato pochi anni, purtoppo.   

Nel 2011 accadde che ci trasferimmo per lavoro restando circa quattro mesi sulle Madonie, Kiki era felice di vivere nel verde, in mezzo alla natura incontaminata… siamo stati molto bene… era uno splendore, guardatelo cliccando QUI.luglio 2011

Il 17 marzo 2012 divenne papà di quattro cuccioli, due mesi prima si era accoppiato con Aisha, una piccola akita che abita vicino casa mia e che ho conosciuto per caso, facendo amicizia con la sua mamma umana Cristina Lombardo. Nello stesso anno, a maggio, mi candidai alle elezioni amministrative di Palermo ovviamente come animalista e apparivo in foto con Kiki nei manifesti elettorali… purtroppo non sono stata eletta. Mi sarebbe piaciuto aiutare anche gli animali randagi così bistrattati nella mia città, avevo un programma molto articolato al riguardo. Cliccando QUI potete leggere l’articolo.

QUI trovate un post con bellissime foto di Kiki…

Kiki è stato ed è molto amato dalla mia famiglia. La mia mamma che non c’è più gli voleva tanto bene, lo chiamava “santo cane” e non voleva che lo rimproverassi… mia sorella e mio cognato ci hanno sempre aiutati in mille difficoltà, sostenendo anche molte spese veterinarie. Quando stava bene, ci siamo recati spesso fuori città e Kiki ha conosciuto posti nuovi, divertendosi moltissimo. Era curioso, gli piaceva fare amicizia con tutti, inoltre era educatissimo al ristorante e ricevevo molti complimenti per il suo comportamento.Ott 2015 -Agriturismo il Bevaio di Corleone -kiki patrizia mirella

Era felice, gli occhi brillavano, il mantello lucente, la gente mi fermava in strada per accarezzarlo, addirittura i bambini volevano fare le foto cn lui e lo chiamavano “Re Leone” per la sua folta criniera. Il suo pelo era morbido e setoso, curato con i migliori shampoo dato che soffriva di dermatite. Ha avuto una bella vita, amato e accudito dai suoi cari, com’è giusto che sia quando si adotta un animale.

L’anno scorso la mia amica Laura Vento ci ha portati al mare e così Kiki ha fatto il suo primo bagno. È stata un’esperienza nuova per lui, all’inizio ha avuto un po’ paura. In seguito siamo tornati con mia sorella e già Kiki era meno spaventato, nuotava con più scioltezza e ci siamo divertiti molto.

Kiki ha circa otto anni, oggi versa in pessime condizioni di salute e non resta più nulla da fare. Fossi stata a Torino, avrei provato anche la dialisi, purtroppo a Palermo non ci sono strutture che la praticano.

Io ho provato di tutto assecondando la sua voglia di vivere, voglia che non si percepisce più. Il suo sguardo da ieri è cambiato, mi rendo conto che l’effetto del farmaco si fa sentire, ha eliminato le crisi, ma lo ha cambiato. Il suo sguardo sembra supplichevole, gli occhi sono infossati, appaiono rimpiccioliti, e si vede la palpebra interna. E’ apatico, poco interessato al mondo esterno. Pur mangiando tre volte al giorno, non si regge in piedi e cade spesso camminando per casa, quindi sta quasi tutto il giorno immobile.

I bei ricordi di tante passeggiate ed escursioni sembrano lontani anni luce.Io&Kiki luglio 2015

I nostri momenti affettuosi vissuti in totale simbiosi, mi mancano tanto. Le nostre energie sono state risucchiate da questa malattia che ci ha rovinato la vita. Ogni giorno è un giorno triste, senza alcun miglioramento. Vivo questa situazione come una grande ingiustizia e se già credevo in Dio ben poco, oggi posso affermare di non crederci quasi più. Non ho mai preteso un miracolo, ma un po’ di salute per una creatura innocente. Tanto accanimento da quello che viene definito il buon Dio, non lo capisco…
Non si contano le notti insonni, i sacrifici, la mole di lavoro in casa, le energie profuse, il denaro speso e i tanti debiti contratti. Kiki è stato un paziente modello, non si è mai lamentato una volta, accettando le cure, il ricovero, le terapie. Da lunedì 27 è diventato insofferente alle flebo, devo stare vicina a lui, non posso lasciarlo solo, si muove molto e rischia di farsi male.

Kiki resiste anche se mi sembra allo strenuo delle forze. Non può vivere senza flebo, ho diminuito le ore di fluidoterapia per non stressarlo, i valori di azoto così salgono e ciò causerà ulteriore intossicazione del sangue.  Sono sempre stata contraria all’eutanasia a meno che non ci siano sofferenze palesi, che impediscono lo svolgimento della vita stessa con una buona qualità.kiki&mirella aprile 2016

 

Vita che valga la pena di essere vissuta.

Il nostro meraviglioso futuro si è concluso drasticamente in un doloroso presente che mi lascia il cuore a brandelli.

Ciao Kiki, ti amo ora e ti amerò per sempre. Non ti dimenticherò MAI.

©2016 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

Giugno 2014

Il nostro amore per gli animali si misura dai sacrifici che siamo pronti ad affrontare per loro (Konrad Lorenz)~

~ Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato (Schopenhauer)~ 

Il cane è un gentiluomo. Spero di andare nel suo paradiso, non in quello degli uomini (Mark Twain)~

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