Archivio

Archivio Gennaio 2015

Green Hill: condannati i responsabili dell’allevamento

25 Gennaio 2015 Commenti chiusi

Venerdì 23 gennaio 2015, giornata memorabile.

Condannati per maltrattamento i responsabili dell’allevamento Green Hill di Montichiari (Brescia). Meritavano una pena ben più pesante (uno di loro è stato addirittura assolto), ma è meglio che niente:

  • Renzo Graziosi, veterinario dell’allevamento e Ghislane Rondot, co-gestore di “Green Hill 2001” entrambi condannati a 1 anno e 6 mesi;
  • Roberto Bravi, direttore dell’allevamento condannato a un anno più risarcimento delle spese;
  • Sospensione dalle attività per due anni, per i condannati, e confisca dei cani;
  • Assolto Bernard Gotti, co-gestore di “Green Hill 2001”.

green-hill-sperimentazione_sui_beagle

“Accogliamo con grande gioia la sentenza di condanna, emessa oggi dalla prima sezione penale del tribunale di Brescia, nei confronti dei responsabili dell’allevamento di Green Hill di Montichiari. Il successo di oggi è figlio di quell’esposto che Legambiente tre anni fa ha fatto contro l’allevamento di beagle, al quale è seguito il sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia delle strutture e di tutti i cani presenti nell’allevamento. Un risultato, quello arrivato oggi, che rappresenta una storica vittoria ed un prezioso riconoscimento per tutti coloro che si sono impegnati per salvare i cani, per chiedere la definitiva chiusura della struttura dove venivano maltrattati ed uccisi gli animali”, ha dichiarato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente.

Nell’allevamento-lager fra il 2008 e il 2012 erano morti ben 6.023 beagle; 3.000 i cani prelevati da Legambiente e LAV affidati a famiglie di tutta Italia.

Immagini del blitz a Green Hill

“La sentenza di condanna di Green Hill è un riconoscimento a tutte e tutti coloro che in tanti anni hanno partecipato a manifestazioni a Montichiari e in tante altre parti d’Italia e del mondo, hanno digiunato, firmato petizioni, realizzato inchieste giornalistiche, presentato denunce, scavalcato barriere fisiche e ideologiche che difendevano l’indifendibile sapendo bene che “Oltre il filo spinato di Green Hill”, la vivisezione esiste ancora e uccide quasi 3000 animali al giorno, tutti i giorni, solo nel nostro Paese, e non da alcuna risposta positiva alla nostra salute: per questo la nostra battaglia è continua”, ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente LAV. Immagini del blitz a Green Hill

Per legge, Green Hill non potrà riaprire perché il Decreto Legislativo 26/2014, approvato alcuni mesi fa, vieta l’allevamento di cani, gatti e primati destinati ad esperimenti, a seguito di un’altra battaglia della LAV.

È davvero una sentenza storica considerato che in Italia è difficile esser condannati per il reato di maltrattamento animale.

Non vorremmo più vedere immagini di cani intubati sottoposti ad atroci torture per una sperimentazione inutile che arricchisce solo chi la pratica e toglia la vita a tante creature innocenti. Vi regalo questo video che racconta “Tre storie di libertà“, testimonianze relative l’adozione di alcuni cani liberati in modo più o meno avventuroso da Green Hill il 28 Aprile 2012. Ascoltate con attenzione i racconti drammatici di chi ha accolto questi cani salvandoli dai laboratori della multinazionale Marshall.

©2015 Mirella Puccio Tutti i diritti riservati 

Fonti:
L’articolo della LAV è disponibile a questo link.

Quello di Legambiente, con galleria fotografica, lo trovate cliccando qui.
News dell’ANSA qui.
Foto prelevate dal web