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Archivio Novembre 2014

Sul potere di vita e di morte di taluni volontari animalisti

29 Novembre 2014 Commenti chiusi

Innanzi tutto mi scuso per le foto cruente,  neanch’io avevo mai visto nulla del genere. Le persone più sensibili resteranno scioccate, me ne rendo conto, ma sono importanti per capire quanto è accaduto. Cliccando sull’immagine, la vedrete ingrandita, come vedrete il nome del cosiddetto volontario che vantandosi delle sue gesta, ha pubblicato la sequenza di foto nella sua pagina Facebook riguardanti l’aborto di una povera creatura.

Otto cuccioli uccisi deliberatamente.  Non c’è dato sapere cosa ne sia stato della cagnetta.

Chi ha commesso questo massacro, unitamente al veterinario, afferma di essere nel giusto. Pure alcuni animalisti (o animalari per meglio dire) concordano e ammettono di essere ricorsi a “sterilizzazioni a termine” eseguite cioè poco prima del parto… io non sapevo fosse permesso l’aborto con gli embrioni già formati, come nel caso di questa povera cagnetta.

Per visualizzare l'immagine ingrandita, cliccare su di essa

Le foto lo attestano e sono sconvolgenti. Usando il cervello e la sensibilità, non dovrebbe essere legale, ma dato che si tratta di animali, la nostra legislazione non avrà pensato a contemplare questo genere d’interventi chirurgici fra i maltrattamenti. In Italia i crimini contro gli animali sappiamo che restano impuniti, le leggi ci sono ma non vengono applicate. Il reato di “maltrattamento di animali” è disciplinato dall’ art. 544-ter del codice penale che punisce “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche” con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro“.

Se il volontario è un essere indefinibile, altrettanto può dirsi del veterinario e del suo assistente, il cui comportamento denota una totale assenza di etica e deontologia professionale. Due personaggi che si lasciano riprendere durante l’intervento, eseguito in condizioni igienico-sanitarie discutibili (uno dei due non indossa il camice, s’intravede un pullover),  mentre qualcuno scatta le foto che posterà con orgoglio nel suo profilo Facebook, a mio avviso sono persone poco serie e inaffidabili… chissà se almeno uno dei due è davvero laureato in medicina veterinaria!

Eh già, tanto sono solo animali, come si suol dire.

Lo screenshot sta girando su Facebook da alcuni giorni e alimenta le polemiche fra animalisti e animalari, fra persone sensibili e gentaglia provocando una serie di “botta e risposta” che come sempre sfociano negli insulti più beceri. Resto assai perplessa circa l’amore tanto decantato da questi pseudo-animalisti, sostituti di Dio in Terra, con pieni poteri su ogni randagio che ha la sfortuna di incrociare il loro cammino.

Noi non abbiamo il diritto di condannare nessuno, Facebook e la Rete non possono sostituirsi a un Tribunale, ma amando e rispettando gli animali non possiamo tollerare questa condotta, siamo FURIOSI contro chi si arroga il diritto di vita e di morte dei tanti randagi alla mercé di volontari animalisti disoccupati. Gli animali, tra staffette e traffici non ben definiti, sono diventati una fonte di reddito per chi mira al proprio interesse personale trascurando quello delle povere creature che hanno la disgrazia di finire nelle loro mani.

Inorridisco leggendo i post dell’autore del misfatto avvenuto il 26 novembre. Si vanta di ciò che ha fatto, diversamente un’altra volta “sarebbe costretto ad annegare i cuccioli dopo la nascita“. Mai avrei pensato di leggere simili parole nel profilo di un cosiddetto volontario.

Non abbiamo ancora la certezza che la cagna stia bene e ignoriamo dove sia finita.

Scorrendo la sua pagina, costui afferma di essere indignato e pretende di aver ragione, in fondo perché scandalizzarsi di un aborto… ed è supportato dai suoi colleghi, alcuni dei quali ammettono candidamente che tali pratiche vengono eseguite di continuo. Il suo nome, più volte chiamato in causa da tanti veri animalisti, è visibile nell’immagine allegata al post, cercatelo su Facebook e godetevi le sue perle di saggezza. Ho notato che fa parte di alcuni dei miei contatti più “attivi” su Facebook, di quelli che hanno qualche migliaio e più di contatti per intenderci… forse nemmeno lo conoscono, in ogni caso è bene prestare molta attenzione quando si affidano animali, personalmente a costui non affiderei neanche una mosca.

Ci sarà anche un limite a ciò che è permesso lasciar fare ai volontari, tutti gli animali randagi sono proprietà del Comune in cui vivono; a tal proposito la Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 30 agosto 1991, spiega molte cose.

Riguardo il veterinario, resto basita, ho già inviato la segnalazione alla Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani e alla Scivac, poiché ignoro se sia legale/normale/consueto sterilizzare una cagna prossima al parto, peraltro in assenza delle più elementari norme igieniche.

Non rispetto chi non rispetta la vita, a qualunque categoria appartenga.

©2014  Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

Aggiornamento:
Le mie segnalazioni inoltrate il 29.11.2014 alla  Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani e alla Scivac, non hanno ricevuto alcuna risposta.  Questa è l’Italia, della vita dei randagi non importa a nessuno, ecco perché i volontari animalari continuano a disporre come meglio credono degli animali.

La caccia, i cacciatori e la maledizione di Daniza

24 Novembre 2014 Commenti chiusi

E io dovrei provare pena o rammaricarmi perché un cacciatore muore?

Chi semina morte come un cacciatore, si aspetti che la morte lo colpisca, andare a zonzo con un fucile e uccidere animali, non può essere considerato uno sport e imbracciare un’arma è sempre un pericolo. Nessuna pietà è dovuta a questi appassionati assassini neanche post-mortem, nemmeno se si tratta del famigerato presidente del Consiglio Regionale del Trentino,  Diego Moltrer,  esponente del Patt (Partito Autonomista Trentino Tirolese), morto per un arresto cardiaco che lo ha colpito mentre si trovava (guarda caso) nei boschi per una battuta di caccia mattutina. Era andato per uccidere e il fato ha voluto che restasse ucciso lui.

Non dico che gioisco per la sua morte, dico soltanto “ben gli sta“.  Il politico trentino, che vedete sorridente nelle foto che seguono reperite in Rete, forse per una questione di karma, ci ha rimesso la vita mentre andava a sottrarla ad esseri ignari e innocenti.

Diego Moltrer

Guardate come esultava quando uccideva le sue vittime, posando finanche in foto ricordo, sbeffeggiando chi era ancora vivo e felice prima che premesse il grilletto.

Diego_Moltrer

Su Facebook si discute tanto circa le esternazioni di Enrico Rizzi, segretario nazionale del  PAE (Partito Animalista Europeo, n.d.r.),  che ha dichiarato la sua felicità per la morte di Moltrer; cliccando qui troverete un articolo del Corriere che riassume la vicenda. In realtà l’affermazione è comune a molti di noi quando leggiamo notizie riguardanti la morte di cacciatori mentre sono intenti nell’esercizio della loro sporca attività. Fioccano denunce e commenti molto forti, qualcuno cerca di difendere l’indifendibile forse perché Moltrer era un politico o un padre di famiglia, dettagli che non giustificano assolutamente la sequela di vittime durante le  numerose battute di caccia compiute probabilmente anche all’Estero. Sì, perché c’è chi va in vacanza per uccidere, esistono itinerari turistici di caccia grossa in Africa, Argentina e diversi stati europei (Croazia, Bulgaria, Romania, ecc.), spesso illegali poiché si tratta di specie protette.

I trofei più ambiti dagli assassini in trasferta sono i famosi “Big Five“, espressione diffusa in tutta l’Africa dei parchi (Tanzania, Kenya, Botswana, Zimbabwe, ecc.) che identifica cinque animali di grandi dimensioni: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo. Non riesco a capire la soddisfazione di sparare e farsi fotografare col pollice su, in segno di vittoria… ma vittoria su chi? Temo che questa gente abbia gravi problemi anche a livello mentale.

Chi uccide NON è una brava persona.

Per inciso Moltrer era a favore della cattura di Daniza, uccisa durante la notte dell’11 settembre da una dose letale di anestetico. Morte tuttora dai risvolti poco chiari.

Riguardo i numerosi incidenti di caccia di questi ultimi due mesi, a costo di esser chiamata politically incorrect, mi piace definirli “la maledizione di Daniza“. La caccia resta un atto profondamente ingiusto, anche se gode del benestare delle istituzioni e di tanta gentucola ignorante che si ostina a definirla “sport“. Gli animali hanno diritto a vivere nel loro habitat naturale, la caccia va abolita, anche perché in Italia non esiste la pena di morte, quindi perché infliggerla a un essere innocente?

©2014 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati