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Archivio Giugno 2013

Vivisezione: nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni

30 Giugno 2013 7 commenti

Il titolo è un’affermazione di Albert Einstein (1879-1955) e riflette il mio pensiero.

La chiamano sperimentazione, ma è una bieca sofferenza che si chiama vivisezione. La stessa etimologia della parola vivi-sezione deve portare a riflettere.

Animali sezionati e operati al vivo, spesso senza anestesia (per le multinazionali del farmaco è un costo da abbattere), grazie ad alcune disposizioni ministeriali che lo permettono.

Animali lasciati sui tavoli operatori per giorni, affinché sia visibile a studenti e medici la sofferenza e il patimento. Una foto che gira su Internet e  mi rifiuto di pubblicare, ritrae un gruppo di studenti col camice bianco che sghignazzano vicino a un cane orrendamente mutilato sul tavolo operatorio.

A cani e gatti spesso vengono asportate le corde vocali per evitare il fastidio dei lamenti.

Ogni animale prova dolore e la mancanza di anestesia rende la sperimentazione un atto sadico e doppiamente indegno.

Ci sono animali che non hanno mai visto la luce del sole.

Per tutti loro la morte sarà una liberazione.

La vivisezione è fuorviante e dannosa e mette in commercio sostanze che sono risultate innocue durante le prove sugli animali in laboratorio, ma che si rivelano tossiche per l’uomo.

Le cosiddette cavie da laboratorio, nascono e sopravvivono solo per essere alla mercé dei laboratori di università e case farmaceutiche. Sabato scorso (20.04.13) a Milano, ha avuto luogo un corteo e una ferma protesta fuori dai cancelli della facoltà di farmacia dell’Università. Un gruppo di attivisti del Comitato Fermare Green Hill, dopo un’occupazione dello stabulario di farmacologia durata dieci ore, ha ottenuto la liberazione di cavie e conigli destinate alla sperimentazione.

  Attivisti  del Coordinamento Fermare Green Hill all'Università di Milano, per liberare cavie usate per gli esperimenti

Conigli destinati alla vivisezione

Fine di un incubo, gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill escono dal laboratorio con le cavie

Lui è uno dei piccoli "topi nudi" salvati grazie all'azione di ieri. Con loro molti topi bianchi, neri e marroni.

Tutti i roditori ovviamente non sono stati ‘liberati’ a casaccio, ma affidati a una seria associazione “Vitadacani onlus” che già in passato si è occupata di altri animali salvati dalla vivisezione (i cani della fabbrica di morte Morini, che commercializzava beagle da laboratorio). Chi volesse adottarli o occuparsene temporaneamente offrendo uno stallo, s’intende a Milano, contatti il  339-2144345 o scriva a adozionicontrogreenhill@gmail.com

Quando veniamo apostrofati da codesti macellai, “animalisti”, con malcelato disprezzo, fatalmente pensiamo che l’umanità, dopo aver perseguitato gli Ebrei, abbia deciso di continuare facendo vivisezione sugli animali e condannando come allora coloro che cercano di difenderli. Gli uomini fanno agli animali ciò che sono stati capaci di fare ai propri simili: i laboratori di vivisezione e i macelli non sono altro che la moderna riproduzione dei campi di concentramento.

In questa sede non mi dilungherò circa le testimonianze scientifiche riguardanti la totale inattendibilità della sperimentazione dei farmaci su creature il cui DNA è assai dissimile dal nostro e come di consueto non approverò i commenti contrari alla filosofia del blog. Non m’interessa il parere di chi è a favore della vivisezione e non appoggio alcuna ricerca che mieta vittime innocenti unicamente per il proprio business. Il fine non giustifica i mezzi. 

So che molti di voi siete d’accordo, ma tanti altri ignorano o approvano la vivisezione. Guardate come i ricercatori dell’Università del Wisconsin–Madison (UW) hanno ridotto questo povero gatto, chiamato non a caso “Double Trouble“, un dolcissimo micio rosso, simbolo della ricerca inutile finalizzata al conseguimento di sostanziosi contributi finanziari. Non chiamateli ricercatori, ma ASSASSINI! Quale ricerca medica riduce un gatto in queste condizioni? Il video è un pugno nello stomaco, tanto quanto le foto. Ne sconsiglio la visione alle persone più sensibili.

Le foto di seguito allegate, prelevate dal sito www.peta.org  sono sconvolgenti e testimoniano la crudeltà efferata inferta ai gatti, cui impiantano bobine di acciaio negli occhi, elettrodi nel cervello, forando la testa.  Inoltre vengono privati di cibo per diversi giorni al fine di costringerli a guardare in direzione dei suoni durante le sessioni sperimentali in cui le loro teste sono immobilizzate da un bullone avvitato al cranio. Spesso viene provocata la sordità con una  sostanza chimica tossica per vedere la reazione. Come altri gatti utilizzati in questi esperimenti, Double Trouble ha sviluppato infezioni debilitanti, diventando letargico e depresso. Ha iniziato a contorcersi e ha subito la paralisi nella metà del viso.

Double Trouble

Double Trouble

Double Trouble

I ricercatori hanno considerato l’esperimento un fallimento, così Double Trouble è stato ucciso e decapitato per esaminare il suo cervello. Le ultime immagini del povero micio, che non pubblico, sono davvero scioccanti. Grazie alla PETA che ha intentato una causa all’Università del Wisconsin-Madison, dopo oltre tre anni sono state rese note le fotografie degli abusi perpetrati su Double Trouble. Un segreto finalmente svelato, uno dei tanti gatti barbaramente ucciso in nome di una falsa scienza. Attendiamo ancora di conoscere le favolose scoperte scientifiche di questi torturatori travestiti da medici.

Dobbiamo fermare i signori dell’Università del Wisconsin–Madison, gli atti disumani nei confronti dei gatti servono solo a ricevere copiosi finanziamenti,  ci proviamo già dall’anno scorso e serve l’aiuto di tutti. Chi volesse attivarsi, cliccando qui potrà copiare e incollare un testo da inviare tramite email agli indirizzi indicati, per chiedere di fermare quest’ignobile pratica.

Questa è solo la punta dell’iceberg. 

I nemici degli animali sono anche i peggiori nemici dell’uomo. 

Ci piacerebbe chiudere per sempre TUTTI  i laboratori del mondo ed abolire la vivisezione.

La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini (Publio Ovidio Nasone,
43 a .C.-17/18 d.C. – poeta latino).

© 2013 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Photo credits
-Le foto relative la liberazione della cavie presso lo stabulario del dipartimento di farmacologia dell’Università di Milano: Coordinamento Fermare Green Hill e Pagina Facebook
-Le foto riguardanti gli esperimenti su Double Trouble: PETA

cavia da laboratorio

 

 

Categorie:Animali, Argomenti vari