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Archivio Giugno 2012

Se il canile municipale è un LAGER

24 Giugno 2012 6 commenti

 

Questo è un post che sanguina… se trovate un cane ferito a Palermo non chiamate il Canile Municipale, non esiste un servizio pubblico di soccorso e qualora ci  fosse, il cane rischia di fare una brutta fine, azzannato dai suoi stessi simili.

Quella che mi accingo a descrivere,  è una notizia che non fa notizia né attira l’interesse delle istituzioni locali, direttamente responsabili di fronte alla legge e al popolo.

A parte diversi siti web che si occupano seriamente della tematica animalista, risalta un’agenzia di stampa, GeaPress,  la cui peculiarità è di occuparsi soltanto di news riguardanti il mondo animale, in tutte le sue sfaccettature. Quando consulto questo sito, so già che mi verrà un nodo allo stomaco, giacché le crudeltà efferate compiute contro creature indifese sono quotidiane, da nord a sud e mi lasciano sempre sconvolta.

Venerdì 22 giugno leggo che ancora una volta al canile municipale di Palermo gli addetti hanno rinvenuto un cane sbranato orribilmente dai suoi stessi compagni di cella:

Palermo, al canile ridotta la ciotola – cane sbranato

Non v’è alcun dubbio che il canile sia mal gestito e ciò ha causato nel tempo morte e sofferenza. In passato diversi cani  sono stati ritrovati uccisi per svariati motivi, fra gli altri ricordo le vittime causate dalla rottura della rete di recinzione che permise ad alcuni cani di attaccarne altri più deboli  (per inciso, la rete da sostituire aveva un costo davvero ridicolo e il montaggio era semplice), in altre occasioni per malattia, noncuranza o incapacità (fate voi) di addetti e/o responsabili. Allo stato attuale oltre ai dipendenti Gesip, collaborano alcuni volontari facenti parte di associazioni animaliste, ma è chiaro che non disponendo di mezzi e risorse, non sono in grado di risolvere le grandi difficoltà legate al sovraffollamento, alla fame e al recupero di cani malati o feriti. Noi che abbiamo a cuore le sorti di queste creature,  assistiamo impotenti a una situazione drammatica che perdura da troppo tempo.

Tornando alla morte del cane, sarà una coincidenza,  ma pare che al canile siano state diminuite le razioni di cibo agli sfortunati ospiti e che giorni prima, per il famoso festino dedicato alla Patrona della città, S.Rosalia, la giunta comunale guidata dal sindaco Orlando abbia stanziato una spesa di “soli” 500 mila euro.

Ora, se il neo-eletto sindaco avesse ipoteticamente pensato di devolvere qualche migliaio di euro per l’acquisto di cibo, deducendoli dall’importo destinato alla sua festa prediletta, non solo ne avrebbe guadagnato in popolarità, ma avremmo probabilmente evitato un’altra morte.

A oggi, 24 giugno, sono trascorsi due giorni e né il Sindaco, né  il Comune si sono degnati di rispondere al mio appello, inviato pubblicamente, tramite le pagine preposte su Facebook e Twitter. Di seguito le schermate relative i messaggi inviati:

Post inviato al sindaco sulla sua pagina Facebook

Post inviato al sindaco sulla sua pagina Facebook

Messaggio inviato al Sindaco Orlando sulla sua pagina Twitter

Messaggio inviato al Sindaco Orlando sulla sua pagina Twitter

Messaggio inviato al Comune di Palermo sulla sua pagina Twitter

Messaggio inviato al Comune di Palermo sulla sua pagina Twitter

Ho scritto anche a due politici, Fabrizio Ferrandelli e Carlo Vizzini e tutto tace. 

Dispiace altresì constatare che alcuni animalisti ed associazioni abbiano sostenuto proprio Orlando durante le recenti elezioni amministrative. Bravi, avete ottenuto davvero un ottimo risultato, non c’è che dire.

Al di là di ogni polemica e per il bene degli animali, ho scritto questo post nella segreta speranza che riesca a scuotere e svegliare la coscienza di quanti, ricoprendo una carica in Comune o comunque in ambito politico regionale, di qualunque partito siano, possano attuare provvedimenti che permettano una maggiore vivibilità agli oltre 400 cani ospiti del canile. C’è necessità di creare una seconda struttura e si richiede un furgone-ambulanza che possa soccorrere gli animali randagi in difficoltà perché malati o investiti. Non è possibile lasciare tutto sulla schiena di volontari e cittadini. Non sempre ci sono le possibilità economiche e logistiche per fornire un aiuto concreto agli animali vaganti del territorio. Palermo si sta riempiendo di randagi, che a causa del caldo di questi giorni, girano assetati e affamati per la città. Recentemente sono stati denunciati numerosi casi di attacchi da parte di branchi e cani isolati ai danni di cittadini.

Allego i link a diversi articoli di GeaPress su alcuni fatti drammatici accaduti al canile municipale di Palermo dal 2011 a oggi.

  • Riduzione delle razioni di cibo al canile – cane sbranato (giugno 2012): cliccare qui
  • Deportazione in Calabria di 60 cani (maggio 2012): cliccare qui
  • Cuccioli sbranati (ottobre 2011): cliccare qui 
  • Irruzione del Corpo Forestale e storia del canile municipale (sett. 2011): cliccare qui
  • Combattimenti mortali fra i cani a causa della recinzione rotta (luglio 2011): cliccare qui

Concludo rivolgendomi ancora una volta al Sindaco di Palermo

Signor Sindaco,

è ora di chiamare il canile municipale col suo vero nome “Lager Municipale”. Noi animalisti non ne andiamo fieri e probabilmente, se avesse tempo di rifletterci, anche lei troverebbe da ridire su quanto accaduto al canile nella notte del 20 giugno. Un altro cane ha perso la vita, azzannato dai suoi compagni. Non è il primo e non sarà l’ultimo e poco importa se lei ami o meno gli animali, non è questo il punto, mi permetto di ricordarle che essendo il Comune responsabile del canile municipale, il sindaco ha il sacrosanto dovere di fornire il giusto sostentamento a chi sconta una pena indefinita in un luogo da incubo. È inaccettabile per i cittadini venire a sapere che si risparmi sulle razioni di cibo destinate ai cani ospitati nella struttura comunale, destinando fondi ad altro. Gli animali sono una delle priorità, ne prenda atto e provveda, ne abbiamo abbastanza della strafottenza delle istituzioni che anche prima del suo ritorno al timone della città, erano assenti. I cani devono essere nutriti adeguatamente e questo con effetto immediato. Nessuna scusa, nessuna giustificazione, la fame non aspetta. In seconda battuta, la invito a nominare dei responsabili in grado di riorganizzare una struttura sovraffollata che richiede  nuovi spazi, oltre che maggiori attenzioni sotto il profilo sanitario. Se non seguiranno riscontri concreti, quest’articolo verrà tradotto in diverse lingue e diffuso in tutto il mondo. Bel biglietto da visita per la città che si appresta ad amministrare.

Grazie per l’attenzione e distinti saluti.

Chiunque volesse perorare la causa, può ritenersi autorizzato a inviare al sindaco la lettera suddetta, seguita dalla propria firma e allegando il link a quest’articolo. Grazie fin d’ora a tutti coloro che ci aiuteranno.

© 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati 

 Il sogno dei cani di canile...

 

Categorie:Animali, Argomenti vari

Dalla parte dei randagi

15 Giugno 2012 4 commenti

Il mio adorato Kiki, salvato dalla strada e adottato

Nelle case degli italiani vivono oltre 50 milioni tra cani, gatti, pesci, roditori, rettili e uccellini con una spesa complessiva per le cure e il loro mantenimento che supera i 2.500 milioni di euro l’anno.

Ciò premesso, si direbbe che gli animali siano amati, desiderati, accuditi e rispettati. Purtroppo non è così, ogni anno vengono abbandonati più di 150.000 cani. L’85% morirà,  per fame, malattie, incidenti stradali, avvelenamento e torture di ogni genere da parte di teppisti di tutte le età. Basta leggere i giornali per rendersi conto di quanta crudeltà siano oggetto gli animali abbandonati. Per non parlare dei maltrattamenti subiti fra le mura domestiche. Si stima che siano mezzo milione i cani randagi, alcuni formeranno dei branchi e la cronaca riporterà notizie di aggressioni,  ma i cani vaganti non riconducibili a un proprietario, in base al codice civile, appartengono al sindaco, che ne è responsabile .

I dati regionali del randagismo diffusi dal Ministero della Salute sono presenti cliccando qui.
Nel  Nord-Ovest d’Italia si registrano più frequentemente casi di maltrattamento con il 27,5% delle denunce, seguito dal centro con il 23,5%. Dalle isole, invece, arriva solo il 12%. Queste percentuali leggetele al contrario, non significa che al sud non accadano atti di maltrattamento, semmai non vengono denunciati, giacché come al solito prevale l’omertà, anche riguardo gli animali.

Il tema della protezione animali e della loro cura in Italia è spesso sottovalutato, l’abbandono com’è noto, vede il suo massimo picco,  durante la stagione estiva, quando molti cani e gatti (ma anche serpenti, tartarughe…) vengono abbandonati in città o nelle autostrade, con gravi rischi non solo per la loro vita, ma anche per quella degli automobilisti.

Il nostro Pippo, salvato dalla strada e adottato

Le vacanze fungono da alibi e i deliziosi cucciolotti acquistati a Natale crescono e spesso diventano “un peso”, pregiudicando le sospirate vacanze di gente senza cuore, né scrupoli. Ma non solo, spesso la nascita di un bambino, un licenziamento o sopraggiunte difficoltà economiche, costituiscono il pretesto per mollare il compagno indifeso e senza voce  in mezzo a una strada. Per non parlare di chi scaraventa nei cassonetti della spazzatura intere cucciolate, talvolta mamma inclusa. Un gattino è stato lanciato da un’auto in corsa, chiuso in una busta, salvo per miracolo grazie a un cittadino che ha allertato i volontari dell’Enpa, leggete l’articolo cliccando qui.

Una scena che non vorremmo mai vedere in autostrada

Il fenomeno dilaga sempre più e le proposte per gestire l’emergenza sono le più disparate: dall’adozione, anche a distanza, al canile, passando per l’eutanasia. Per non parlare del business che vede esportare cani e gatti in sovrannumero in Germania per la sperimentazione, con la complicità  di sedicenti animalisti e staffettisti. Una lunga e interessante inchiesta che servirà a chiarirvi le idee la trovate a questo link. Questi delinquenti che fingono di essere animalisti o volontari, gestiscono un traffico di finte adozioni tramite Facebook e siti di annunci online.  Gli animali partono da una città o da un rifugio sovraffollato, stipati in camion e furgoni e poi se ne perdono le tracce. Non si ha più notizia della città di destinazione oppure viene comunicato che gli animali sono scappati dalla finta famiglia adottiva o dal trasportino (!) scomparendo nel nulla. In realtà giungono stremati in Nord Europa, quasi sempre in Germania, dove concluderanno la loro triste esistenza nei freddi tavoli dei laboratori come cavie per la sperimentazione farmaceutica. Ogni cane frutta in media € 300,00 all’organizzazione, da ciò si evince l’entità del business. Altro che amore per gli animali! 

Di fatto, la maggior parte dei randagi catturati è destinata a trascorrere il resto della vita in canile o gattile. Gli altri come già detto sono destinati a vivere nel pericolo o fare una brutta fine. Per arginare il problema, una delle soluzioni è sterilizzare gli animali, perché le cucciolate sono molto frequenti, cani e gatti crescono per strada e a loro volta si accoppieranno, dando luogo ad altri piccoli randagi. 

Il randagismo purtroppo è diventato anche un business: in tutta Italia sono nate strutture private, che non esito a chiamare LAGER, in cui cani e gatti sopravvivono in spazi stretti, sporchi e malmessi, dove la prevenzione delle nascite tramite sterilizzazione non viene  praticata, il tasso di mortalità è elevato e gli animali sono oggetto di maltrattamento o incuria. 

Rifugi  e canili, quelli regolari, spesso neanche sovvenzionati dai Comuni, rappresentano piccole oasi per tanti animali abbandonati. Alcuni di loro verranno adottati, altri continueranno a vivere senza una famiglia, ma con il calore di tanti volontari che se ne occuperanno amorevolmente. 

Di tanto in tanto selezionerò un’associazione, rifugio o canile, attivi nel territorio italiano. Di seguito presento l’APA, Associazione Protezione Animali di Chioggia, operativa dal 2001 che si occupa di gestire il rifugio comunale a Sant’Anna di Chioggia (Ve),  la cui presidente è Sara Naccari. Il Comune da circa due anni  fornisce un aiuto economico, avendo stipulato una convenzione, grazie alla quale l’associazione provvede al pagamento di un paio di persone assunte per la pulizia e la cura dei piccoli ospiti. Le informazioni che seguono sono state fornite in massima parte da Loretta Boscolo, tramite Giada Vianello, una delle volontarie più attive, una ragazza davvero straordinaria che ho il piacere di conoscere grazie a Facebook. Cliccate sulle foto per vederle ingrandite; posizionando il mouse su di esse, leggerete una breve didascalia.

APA, un particolare della struttura

Giotto e Giove, splendidi maschi incrocio setter irlandese, circa 10 anni, ottimo carattere, molto tranquilli, si adottano in coppia. Il loro padrone è morto e sono rimasti soli, aiutiamoli a vivere gli ultimi anni della loro vita con una bella famiglia.

Tullio, bracco spinone bianco e marrone, giovane maschio di circa 2 anni, recuperato che vagava terrorizzato nelle campagne, abbandonato da qualche cacciatore, cerca famiglia

Le “fondamenta” dell’APA, come mi piace chiamarle, sono costituite dai volontari che si occupano dei circa 90 cani presenti; chi desiderasse collaborare, può contattare l’associazione (troverete tutti i recapiti alla fine dell’articolo). Non si richiedono particolari requisiti, se non la maggiore età e tanto amore per gli animali, oltre a un impegno orario da concordare.

Una delle volontarie, Giada Vianello

 Robin è stato recuperato 5 anni fa vicino ad un fiume... attende da troppo tempo, ha bisogno di una famiglia, aiutatelo!

L’età dei cani varia dai 2 mesi ai 17 anni, ci sono anche gatti, ma non alloggiati  nella struttura attuale. Il tempo di permanenza è variabile, c’è chi resta un paio di settimane, chi qualche anno, tutto dipende dalla tipologia del cane e spesso anche dal suo carattere. È noto che i cuccioli siano più “facili” da adottare rispetto ai cani anziani. La gente ignora quanto sia gratificante la compagnia di un cane non più giovane, forse meno vivace ed impetuoso di un cucciolo, ma  ancora in grado di dare tanto affetto ed essere un buon compagno di vita. 

Teodoro, un cagnolino di circa 9-10 anni che vi attende a zampe aperte!...

Sic, un cane 'timido', di taglia media, ha circa un anno

Una delle volontarie, la bravissima Giada Vianello con Sic. E' riuscita a 'scioglierlo' e a socializzare!

Grazie all’attivismo dei volontari, tutti gli animali sono ben accuditi e promossi fra le pagine di Facebook;  quelli che giungono malati, vengono curati  in modo efficiente e rimessi in piedi, anzi in zampa:-) Le adozioni avvengono principalmente grazie alla Rete e ai social network, senza dimenticare il passaparola. Vengono effettuate  in tutto il nord Italia sempre dopo i dovuti controlli pre e post affido. Le procedure prevedono il prelevamento del cane in sede da parte dell’adottante oppure un unico viaggio a destinazione, senza scambi, né staffette, né viaggi in aereo. Molto raramente accade che siano restituiti, in tal caso l’APA riaccoglie il cane al rifugio in attesa di nuova sistemazione.

 Sara Naccari e Loretta Boscolo alla serata di beneficienza pro APA
Oltre alla convenzione suddetta, l’APA organizza dei banchetti per raccolta cibo e fondi,  mercatini dell’usato e spesso anche i volontari contribuiscono economicamente. Cibo, farmaci e prestazioni veterinarie incidono enormemente nel budget, per cui è attivo il tesseramento che permette di fronteggiarle in parte le spese suddette. L’importo è di € 15,00 all’anno, da versare tramite bollettino di conto corrente postale, numero 32693459.

Un altro grande aiuto proviene dal 5 x 1000 dato che l’APA è una ONLUS. Inserite la vostra firma nell’apposito riquadro e il codice fiscale dell’APA:  91013460273

Per info e adozioni (anche a distanza):

Associazione A.P.A
Strada Statale Romea, 98/X
30015 Sant’Anna di Chioggia (Venezia)
Loretta Boscolo 328/9620233 boscolosassariolo@tiscali.it
Sara 349/ 8367918 naccarisara@interfree.it

Siti web: http://apachioggia.smarriti.org/ &  http://www.apachioggia.org/ & http://adozionivenetoenordest.myblog.it/

L’album con le foto dei cani adottabili: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.142911515763106.31848.100001327747174&type=3

Le foto dei cani felicemente adottati: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.286654418055481.72255.100001327747174&type=3

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.265354736852116.67825.100001327747174&type=3

I cani disponibili sono tanti, meticci e di razza, non acquistateli nei negozi, recatevi presso canili e rifugi, tenendo presente che anche un cane adulto o anziano sarà in grado di integrarsi in famiglia, spetterà a voi educarlo, con amore e pazienza. Un piccolo sforzo che vi permetterà di avere l’onore e il piacere di essere ricambiati senza riserve.

Ricordate: chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato (Schopenhauer).

© 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati 

Foto: le prime tre sono di proprietà dell’autrice, le altre sono state gentilmente fornite dall’Associazione Onlus A.P.A di Chioggia.

Aggiornamento:  ancora una volta Tiscali ha scelto il mio post fra migliaia di tanti e sono prima in classifica col mio blog, di seguito la schermata. Grazie! La visibilità è importante per questo genere di articoli.

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Categorie:Animali, Argomenti vari

Il mio libro è in vendita a un prezzo scontato, approfittatene!

3 Giugno 2012 Commenti chiusi

 

Cari amici e lettori del blog,

ho il piacere di informarvi che a giugno e luglio il mio libro  “Tesoromio Dos Santos, il gatto venuto dal Brasile” è in promozione al prezzo speciale di € 10,00 + le spese di spedizione.

Approfittatene per un acquisto multiplo di copie, potrete farne dono ai vostri amici o metterle da parte per future ricorrenze.

È disponibile nella vetrina online de “ilmiolibro.it”, per acquistarlo,  cliccate qui.

Il pagamento è previsto con carta di credito, PostePay o carta ricaricabile, se qualcuno di voi avesse problemi a questo proposito, basterà avvisarmi e ci accorderemo, effettuerò io l’acquisto e il libro arriverà comunque a casa vostra al massimo nel giro di una settimana dall’ordine .  

 

Per chi non conoscesse la storia fantastica e avventurosa di Tesoromio, il mio adorato e indimenticabile gatto che portai dal Brasile a Palermo nel 1990, cliccando qui  potrà leggerla e decidere se vale la pena o meno acquistare il libro.  Se amate gli animali, penso di sì…

In 100 pagine ho condensato la storia di un amore durato 20 anni. Il mio gattino vivrà per sempre e rivivrà fra le pagine del suo libro tutte le volte che qualcuno lo leggerà. 

Tesoromio è mancato  l’8 dicembre 2009. I suoi ultimi momenti nel post che non avrei mai voluto scrivere: L’ultimo viaggio di Tesoromio.

Io ero la sua metà umana e lui la mia metà pelosa… sono passati oltre due anni dalla sua scomparsa e mi manca sempre così tanto! Era un gatto speciale, Tesoromio.

 

 © 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati