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Archivio Luglio 2011

PRENOTARE UNA VACANZA A QUATTRO ZAMPE

16 Luglio 2011 Commenti chiusi

Tempo di vacanze per noi e i nostri amati animali.

Do per scontato che li porterete con voi:-)

Kiki

Fra i tanti siti che imperversano in Rete riguardanti la prenotazione di camere in hotel, residence, agriturismo, ecc.,  la mia scelta è caduta su http://www.vacans.com/  per la semplicità d’uso e l’ampia scelta di strutture da 1 a 5 stelle in ogni provincia italiana. Inoltre è specificato a chiare lettere se la struttura accetta animali.

Le numerose strutture ricettive, divise per tipologia e descritte in dettaglio, sono selezionabili sia attraverso il classico database presente nel lato sinistro dell’home page,  sia utilizzando la cartina cliccando l’area di proprio interesse, sia selezionando direttamente la regione prescelta dall’elenco. Inoltre si può eseguire una ricerca veloce inserendo direttamente la località desiderata nell’apposito campo, visibile sempre a sinistra nella home.

http://www.vacans.com/

Ho provato a utilizzare il sito, cercando a casaccio un hotel a Firenze e un agriturismo nel Chianti. In entrambi i casi, è dichiarato che accettano piccoli animali e ho reperito subito tutte le informazioni:  descrizione della struttura, tariffe per tipologia di camera o appartamento (nel caso dell’agriturismo) foto,  un filmato relativo i dintorni e gli interni (nel caso dell’hotel), i servizi disponibili. Sia in cima, sia in fondo alla pagina, è visibile il relativo bottone che permette di richiedere disponibilità e preventivo. Cliccandolo,  si apre la scheda da riempire con i propri dati in cui specificare la richiesta di soggiorno, con la duplice possibilità di ricevere  la risposta nella propria e-mail o nel vacans-account, attivabile tramite una veloce registrazione dell’utente.

Mi sono chiesta come mai le strutture ricettive fossero così numerose e diversificate… nella sezione “chi siamo”, ho trovato la spiegazione. Vacans afferma di essere l’unico portale in Italia che offre spazio gratuito  agli associati, infatti, in meno di un anno sono state superate le 1000 unità. Sia per il cliente, sia per l’albergatore, non sono previste spese supplementari, il servizio è completamente gratuito. L’acconto a garanzia della prenotazione viene versato direttamente all’hotel attraverso il sito.

Vi segnalo inoltre:

http://www.toscanafantastica.net/soggiorno-con-animali.php dove trovete una serie di strutture ricettive ubicate fra i territori di Firenze, Livorno, Lucca, Pisa e Siena, che accettano animali al seguito;

http://www.bed-and-breakfast.it/vacanze_animali.cfm che presenta un elenco di B&B, case- vacanza, ville e strutture di microricettività disponibili ad accogliere animali;

http://www.homeaway.it/info/idee-vacanze/vacanze-appartamento-consigli/vacanze-con-animali focalizzato su case-vacanza in Italia e all’estero, al mare o in campagna, con diverse soluzioni abitative, dal monolocale alla villa con piscina;

http://www.toskana.net/blog/it/info-utili/spiagge-per-i-cani-in-toscana/ con tutte le spiagge toscane che permettono l’ingresso ai cani.

cani in spiaggia

E per chi viaggia in auto, comunico un’interessante iniziativa: in 16 aree di servizio Autogrill è attivo un servizio d’assistenza in appositi spazi attrezzati, “Fido Park”  dove volontari e veterinari accoglieranno i cani, omaggiando i proprietari di un kit contenente un necessaire da viaggio (ciotola per l’acqua, sacchetti igienici) e materiale informativo con consigli utili circa gli spostamenti con animali. Durante la sosta, si potrà affidare il cane ai volontari, che lo custodiranno al fresco in cucce termiche, evitando così di fargli soffrire il caldo in auto. Ecco l’elenco dei 16 Fido Park: Stura Est (A26); Secchia Ovest (A1); La Macchia Est (A1); Tevere Est (A1); Montefeltro Est (A14); Calaggio Nord (A16); Lucignano Ovest (A1); Brianza Sud (A4); La Macchia Ovest (A1); Sillaro Ovest (A14); Stura Ovest (A26); Murge Est (A14); Medesano Ovest (A15); Po Est (A13); Conero Ovest (A14); Castellaro Nord (A10).

Tornerò presto su queste pagine con la recensione di altri siti web riguardanti le strutture ricettive e le iniziative pet-friendly.

Buone vacanze a tutti!

© 2011 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Fonti: i siti web indicati e www.adnkronos.com

ANCORA SUL PETFOOD: LE CENERI GREGGE

11 Luglio 2011 13 commenti

 

Ricevo questo messaggio attraverso un commento postato da Cristina, una delle mie più affezionate lettrici:

petfood

<<<Ho un dubbio che vorrei chiarire, ho un vago ricordo di un articolo letto qualche tempo fa in cui  si parlava delle ceneri gregge che, se non ricordo male, sarebbero alla stregua di farine di carne o simili, sapresti dirmi qualcosa al riguardo? Controllo sempre gli ingredienti nei mangimi che compro per il mio gatto, tra quelli nella safe list nel tuo articolo che sono riuscita a reperire nella mia città in effetti tra gli ingredienti ci sono le ceneri gregge, a questo punto mi sorge il dubbio: si è vero è un mangime cruelty free ma che concludo se tra gli ingredienti ci sono animali tra cui anche cani e gatti?? Ti prego aiutami a sbrogliare questa matassa, se ti è possibile! Grazie mille per la disponibilità!>>>

Rispondo a Cristina con un post, dato l’argomento di comune interesse.

Il petfood è composto da una serie d’ingredienti più o meno dannosi per la salute degli animali. Le liste che ho già pubblicato su:

Peta-IAMS http://tesoromio.blog.tiscali.it/2010/10/19/maledette-scatolette/

 http://tesoromio.blog.tiscali.it/2010/11/24/maledette-scatolette-2-parte/

servono a scremare gli alimenti testati e non, per consentire una più facile identificazione degli stessi negli scaffali di negozi e supermarket, ma non esisterà mai al mondo una scatoletta priva di “effetti collaterali”.

Io sono per i cibi freschi e somministro molto raramente scatolette al mio cane, quelle poche volte che lo faccio, mi sento tremendamente in colpa, perché ho la sensazione d’intossicarlo. Il mio gatto ha vissuto quasi 20 anni perché ha mangiato pochissime scatolette, di solito gli preparavo nasello o merluzzo bollito che gradiva moltissimo, ogni tanto qualche pezzetto di carne o di pollo e croccantini light e senior di ottima marca.

I proprietari di animali devono imparare a leggere le etichette, se desiderano salvaguardare la loro salute. Quello che si risparmia col cibo, prima o poi sarà versato con gli interessi a veterinari e farmacisti, credeteci.  Un cibo in scatola (vale anche per quello destinato agli umani) conterrà sempre coloranti e conservanti, oltre ad additivi più o meno nocivi.

Esistono alcuni parametri oggettivi che possono aiutare a valutare la bontà di un alimento.

La legge prevede che tutti gli ingredienti siano indicati in ordine decrescente rispetto alla percentuale contenutcrocchettea nel prodotto, quindi il primo ingrediente della lista dovrebbe essere quello predominante su tutti gli altri.

Per rispondere a Cristina e chiarire il concetto a chi non fosse informato, chiarisco cosa siano le CENERI GREGGE. Si tratta di materiali inorganici, i minerali per intenderci, derivati dall’incenerimento delle sostanze organiche, ecco perché si chiamano ceneri. Il loro tenore deve essere il più basso possibile, ma badate bene di eseguire i confronti fra stesse categorie: kitten con kitten (deve avere i valori più bassi in assoluto), adult con adult, senior con senior, light con light,  ecc. Sono tra i parametri da prendere in considerazione per stabilire la bontà di un alimento e sbugiardano le ingannevoli dichiarazioni di qualità sbandierate nelle confezioni e in pubblicità commissionate dalla petfood industry.

È evidente che l’utilità delle ceneri gregge, dipenda dalle sostanze utilizzate; in altre parole, se per ottenere le ceneri sono stati utilizzati sottoprodotti della carne come ossa, piume, pelle, interiora, il cane/gatto non avrà grandi benefici dal punto di vista nutrizionale. Tutto dipende dall’affidabilità del marchio e dalla sua reputazione, un’azienda seria non userà gli scarti per produrre le ceneri, tenete presente che in percentuale, le ceneri gregge nei croccantini non devono superare il 7%. Più sono basse, migliore è la qualità del cibo. Ho riscontrato crocchette carissime con una percentuale dell’8,5%…

Nel mangime umido, la percentuale scende all’1-2%, e ricordate che deve esserci almeno il 40% di carne/pesce. Ho riscontrato percentuali di carne al 4% in certe scatolette…

Dietro la denominazione farina di carne può esserci di tutto, il mio articolo riporta chiaramente ogni dettaglio http://tesoromio.blog.tiscali.it/2010/10/19/maledette-scatolette/

contaminated_foodNon fatevi ingannare dal fatto che il vostro cane o gatto preferisca mangiare prodotti di una determinata marca, non sempre è la migliore, probabilmente è solo la più “appetibile”. L’appetibilità di un prodotto è data da alcune sostanze, spesso dannose. Malattie del tratto urinario, calcolosi, intolleranze, allergie, cancro, vomito, diarrea, disturbi comportamentali, sono fra i possibili effetti collaterali del consumo di mangimi industriali prodotti con ingredienti scadenti o cattivi, ricchi di additivi, contaminati da batteri, muffe, farmaci e tossine.

Se non riuscite ad acquistare mangimi di qualità, valutate l’opportunità di cucinare voi stessi i pasti. Allungherete la vita ai vostri animali riducendo le visite dal veterinario e il business delle multinazionali. Secondo i dati SymphonyIRI, le vendite di alimenti per cani e gatti hanno superato nel 2010 i 786 milioni di euro.

© 2011 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Fonti: tutte le immagini inserite nel post sono state reperite in Rete

Categorie:Animali, Argomenti vari