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Archivio Settembre 2010

8 SETTEMBRE 2010

8 Settembre 2010 5 commenti

 

Quando sei andato via, pensai che dopo di Te, nessun altro gatto avrebbe riempito la mia vita.

Infatti, sei scomparso da nove mesi e non c’è mai stato un solo istante in cui ho desiderato riabbracciare un micio, coccolarlo e riassaporare la gioia di averne uno. Il ricordo di Te mi basta, riempie il mio cuore e la mia mente, troppi sarebbero i confronti con un altro.

Tesoromio, 2006

Temo che, in generale, la passione per i gatti si sia affievolita e il mio interesse verso il mondo felino sia più letterario che sentimentale. Continuo ad amarli e ad ammirarli, pur guardandoli con occhi diversi.

Tesoromio, 2005

Forse ti sei portato via tutto l’amore… no, quasi tutto… adesso c’è Kiki, e nutro un affetto immenso anche per lui, ma non ti sostituirò mai, la memoria di te rimarrà intatta, anche fra dieci, venti anni, grazie al nostro libro che presto vedrà la luce. I nostri ricordi resteranno incancellabili… continuerai a mancarmi e la nostalgia di te sarà sempre viva e dolorosa.

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Non ti dimenticherò mai, Tesoromio.

Categorie:Animali, Argomenti vari

IL CANE SENZA PASSATO

7 Settembre 2010 29 commenti

 

Non sempre riusciamo a mantenere i nostri buoni propositi, e un giorno di fine giugno 2010 il caso ha fatto sì che venissi a conoscenza di una brutta storia tramite Facebook. Da oltre sei mesi un cane si aggirava tra i rifiuti in una zona periferica della città e una ragazza aveva scattato alcune foto pubblicandole in un album, complete di didascalie. Pensate a un incantevole akita-inu, dal manto folto, bianco e beige, razza diventata famosa grazie a un film con Richard Gere, “Hachiko” (lo seppi dopo, non conoscevo né la razza, né il film) e immaginatelo che fruga nella spazzatura per nutrirsi. Così ho contattato la ragazza e mi sono offerta di aiutarla per cercare di salvarlo dalla strada e farlo adottare.

Il primo pomeriggio, la ricerca non diede alcun risultato, ma due giorni dopo riuscii, con l’aiuto provvidenziale di alcune persone in loco che si erano offerte di collaborare, a rintracciare il cane. La sera stessa tornai con un gruppetto di amici e in modo che definirei abbastanza avventuroso, convinsi la persona che sosteneva essere il proprietario,  a restituirmelo,  dietro una “ricompensa” in denaro, rischiando non poco… Vi assicuro che sia la zona, sia l’ambiente, non erano dei migliori.

La sera del ritrovamento

Kiki venne ospitato per la notte da un’amica e l’indomani portato subito dal veterinario. Era pieno di pulci e zecche, ferito a una zampa per la probabile aggressione di un altro cane; le analisi appurarono un po’ di anemia, un’infezione alle orecchie e una leggera leishmania. Essendo privo di microchipnell’attesa di un’adozione lo registrai a mio nome, poi l’adottante avrebbe eseguito il passaggio di proprietà. Kiki adesso aveva un’identità, documenti e una data di nascita, seppur presunta. Pensai di apporre la mia, 13 giugno.
La dottoressa Rampolla affermò che si trattava di un akita-inu e aveva circa due anni.

Io e Kiki

Dato che nessuno degli amici poteva ospitarlo in casa propria, lo portammo presso una pensione per animali appena fuori città, una villetta nei pressi di Palermo. La prima settimana filò tutto liscio, niente da dire, ma successivamente scoprii che veniva trascurato. Questa gentaglia era buona solo a incassare i  soldi ogni settimana, “dimenticando” di somministrare i farmaci (mi furono restituiti quasi intatti) e lasciandolo privo di assistenza, provvedendo a un pasto serale che suppongo assai scarso. Quelle poche volte che riuscivo a vedere Kiki, era affettuosissimo e sempre più affamato. Quando telefonavo per avere notizie o fissare un appuntamento per andare in pensione, il balordo che gestiva la pensione sosteneva di essere molto impegnato e non poteva ricevermi, comunque Kiki stava benone… gli ultimi giorni in cui Kiki rimase lì, questo maledetto non rispondeva più al telefono e pensai che fosse accaduto qualcosa al povero cagnolino. Mi sentivo responsabile e senza rendermene conto, inizia a volergli bene ogni giorno di più.

Io e Kiki

Per inciso, il suo mantenimento era possibile grazie alla generosità di tante persone che con le loro donazioni ci aiutarono immediatamente. Giungevano richieste di adozione da ogni parte d’Italia, bisogna ammettere che la gente, al di là dell’amore per gli animali, subiva il fascino di Kiki  -la sua è una razza non comune-  del suo sguardo dolce e magnetico; le foto testimoniavano la sua straordinaria bellezza.  Per prudenza e timore che finisse in brutte mani, non me la sentivo di spedirlo da qualche parte in aereo e temporeggiavo… saggia decisione!

Kiki in tutto il suo splendore

Una delle classiche pose di Kiki :-)

Una sera mi resi conto che Kiki non solo non veniva assistito, ma correva dei pericoli. Seppi che una ragazza aveva ritirato la sua cagnetta FERITA dopo soli tre giorni di pensione, così decisi che era ora di toglierlo da quel postaccio e che non lo avrei lasciato mai più in mano altrui, aveva sofferto fin troppo in soli due anni di vita. Il balordo continuava a impedirmi di accedere alla villetta e per prendere Kiki con un escamotage, lo supplicai di ricevermi. Quel pomeriggio io ed  Eliana, una mia cara amica alta, forte e robusta,  riuscimmo a portarlo via…  il delinquente era molto riluttante, affermava che Kiki doveva restare lì, non era un cane da appartamento… gettai un’occhiata allla villetta, un vero letamaio, l’acqua della ciotola era piena di escrementi di piccioni, i croccantini buttati per terra, fra la polvere e la sporcizia che regnava sovrana, anche a causa della promiscuità fra cani, gatti e volatili. La mia amica  per 15 giorni mi concesse in affitto un appartamentino arredato a una cifra ridicola. Nel corso di quelle due settimane l’affetto per Kiki aumentò e non avrei mai potuto immaginare la mia vita senza di lui. Trascorrevo quasi tutto il giorno con il mio meraviglioso cane,  qualche volta mi fermavo anche a dormire, purtroppo non avevo né luce, né acqua calda, ma non me ne importava.

Io e Kiki

Riprese le cure e soprattutto a mangiare pasti regolari,  Kiki continuava a migliorare e nel frattempo accadde un piccolo grande miracolo… dopo giorni di discussioni e litigi, mia madre, aveva detto SI’, potevo portare Kiki a casa, in prova per tre giorni… prova superata brillantemente!

Io e Kiki

Dal 20 agosto 2010 Kiki è diventato un membro della famiglia. Dopo tante tribolazioni, vive in casa, amato e protetto. Fin dal primo istante la sua dolcezza ha conquistato tutti. Inutile dire quant’è felice, adesso si sente al sicuro, la sua indole è buona, colpisce per la bellezza esteriore che è nulla in confronto a quella interiore. È dolce e affettuoso, socievole, giocherellone, per niente aggressivo, educatissimo in casa e fuori. Ha un carattere d’oro, che non rispecchia affatto le caratteristiche della sua razza. Pur essendo buonissimo con i gatti, Minù, la gattina di mia madre, lo teme, forse saranno le dimensioni;  si osservano, ma lei ha paura e scappa.

Kiki

Ieri abbiamo praticato la vaccinazione, dato che le terapie sono quasi finite e il suo stato di salute può considerarsi buono. Entro fine settembre eseguirà un controllo radiografico alle zampe posteriori e fra un mese il richiamo del vaccino.

Ringrazio anche su queste pagine TUTTI coloro che ci hanno aiutato, in primis il gruppo di ragazzi che si è attivato per recuperare Kiki: Titti, Salvo, Silvia, Alessandro,  i nostri benefattori, le cui offerte ci hanno permesso di mantenerlo in pensione e pagare tutte le spese e la nostra vet S.R. che lo cura amorevolmente praticando tariffe scontatissime. Sarò eternamente grata a Cristina P. che ci ha sostenuto  economicamente per le spese veterinarie e ad Eliana, il cui supporto è stato fondamentale in molti frangenti.

Kiki in completo relax

Kiki è tutta la mia vita e non lo lascerò mai. Un cane (come qualsiasi altro animale) È PER SEMPRE. Ho fatto e farò qualsiasi sacrificio per lui; spero che abbia una vita lunga e priva di malattie e che non debba più soffrire. Il mio amore per lui è infinito, la sua presenza arricchisce i miei giorni e mi aiuta a superare le mille difficoltà quotidiane. Vivere con Kiki significa sorridere costantemente ed essere  sempre di  buonumore. È diventato la mia ombra e il nostro legame si rafforza ogni giorno di più.

Non ha un passato, ma un bellissimo presente e un futuro tranquillo e sereno.

Il suo sguardo affettuoso mi accompagnerà lungo i sentieri della vita, anche i più impervi, insieme al ricordo di Tesoromio, scolpito per l’eternità nel mio cuore.

Benvenuto nella mia vita, Kiki!

Io e Kiki

©2010 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Cari amici e lettori del blog,
il 1° luglio 2016 Kiki è mancato dopo una malattia renale incurabile.  Dopo la morte di mamma ero rimasta sola e lui era una vera presenza in casa e nella mia vita. Passano i giorni e la sua assenza mi pesa tanto, non riuscirò mai a farmene una ragione. Ha vissuto solo sei anni con me, è ingiusto che sia morto così presto, aveva solo otto anni.
Era buono e affettuoso, attaccatissimo alla vita, ci adoravamo l’un l’altro… una simbiosi davvero totale.
Kiki era la mia gioia, il mio porto sicuro, il figlio che non avevo mai voluto avere.
Niente sarà più come prima. 

Il racconto degli ultimi giorni:  http://tesoromio.blog.tiscali.it/2016/06/29/ciao-kiki/
http://tesoromio.blog.tiscali.it/2016/07/02/la-storia-infinita/

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