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Archivio Gennaio 2006

A caccia…

15 Gennaio 2006 4 commenti


…prima o poi ti prendo, farfallina!

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Stranezze?

15 Gennaio 2006 1 commento


Preferisco bere l?acqua nella vasca?le ciotole mi stanno strette!

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Figlio della strada

7 Gennaio 2006 1 commento

Quando ho letto questi versi ieri sera (Preghiera del gatto, vedi articolo precedente) non ho potuto fare a meno di pensare al mio angioletto bianco, che ho rivisto ben 2 volte in questi ultimi tempi, il 20 dicembre e il 5 gennaio.

Tornavo a casa a piedi, scendevo per Via Dante, quando all?altezza di piazza Lolli vedo un minuscolo cagnetto bianco che attraversa correndo la strada. L?avrei riconosciuto fra mille?era proprio lui, l?angioletto che avevo cercato ovunque! Che emozione ritrovarlo dopo tanto tempo! Ho attraversato anch?io e l?ho seguito, così ho visto che si è fermato dietro un portone annusandolo con insistenza, cercando di aprirlo spingendo con le zampe. Mi sono avvicinata e ho provato ad accarezzarlo, sembrava gli piacesse starmi vicino lui si è buttato a terra a pancia in su per farsi coccolare, e io ne ho approfittato per vedere se aveva ferite o altro. L?angioletto non aveva affatto l?aria deperita quindi perlomeno mangiava. Aveva solo uno strano modo di correre, come se le zampe posteriori fossero leggermente storte. Ma nel complesso stava bene e in parte ciò mi ha rincuorato. Si trovava in una zona del tutto opposta a quella dove lo avevo visto la prima volta. Visto che lui non si spostava dal portone, ho deciso di suonare qualche campanello per vedere se casomai apparteneva a qualcuno, hanno risposto in due negativamente.

Ho chiesto ad un signore che aveva un negozio accanto ed ha affermato che il cagnolino girava in quella zona da un paio di giorni e gli piaceva star lì perché c?era una cagnetta ed era in calore.

Sono stata con lui un po? e ho provato a portarlo via con me verso casa, ma è fuggito, l?ho inseguito per un po? poi ho rinunciato, andava forte come una lepre e pareva che di me non gli importasse nulla. Francamente ci sono rimasta male, ho pianto tanto per lui, e mi ha rattristato rivederlo col folto pelo sempre più ingrigito dalla sporcizia. Mi è rimasto in mente tutto il giorno. E anche i giorni successivi. Ho pensato: è diventato un randagio ormai? non gli importa nulla degli umani? non deve avere tutti i torti. Siamo necessari, ma non indispensabili?

A metà dicembre ho visto per due giorni di seguito uno yorkshire nella zona di Via Gaetano Daita. Era senza collare e ho provato a chiedere se appartenesse a qualcuno, ma nessuno sapeva nulla. Ho notato che aveva una leggera micosi sul dorso, e forse per questo era stato abbandonato senza scrupoli, prima di Natale. Anche questo episodio mi ha depresso e d?altra parte non posso prendermi cura di tutti i piccoli che vengono abbandonati da padroni delinquenti e senza cuore. Tutte le volte mi sento colpevole di non poter prendere questi trovatelli con me, è così doloroso pensarli in strada, col rischio di essere investiti o di essere sbranati da cani più grossi.

Pochi giorni fa, andando al lavoro, ho rivisto l?angioletto…quel musetto furbo, quella camminata strana, un po? dondolante, il pelo sporco?l?ho riconosciuto immediatamente, stavamo percorrendo lo stesso marciapiede, in Via Paternostro. Il suo raggio d?azione si va allargando sempre più?quanto camminano i randagi! Stavolta è stato sordo ai miei richiami, annusava con insistenza un portone, il marciapiede e un albero in modo quasi ossessivo. Penso proprio che sia in calore e si comporti così per questa ragione, ma non sono un?esperta di cani e non comprendo bene i loro comportamenti, sono più pratica di gatti.

Mi sono fermata e l?ho richiamato, chinandomi, ma era come parlare ad un sordo, così ho proseguito per la mia strada, recandomi al lavoro più triste di prima.

O Amico uomo, non tenermi schiavo
perché ho in me il gusto della Libertà?

Forse lui non ha scelto la libertà spontaneamente, ma si è adattato e ormai fa parte della strada.

L?Angioletto bianco è diventato un figlio della strada.

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Preghiera del gatto

7 Gennaio 2006 1 commento


Preghiera del gatto

O Amico uomo, non tenermi schiavo
perché ho in me il gusto della Libertà.
Non cercare di indovinare i miei segreti
perchè ho in me il gusto del Mistero.
Non costringermi alle carezze
perché ho in me il senso del Pudore.
Non offendermi, perché ho in me
lo spirito della Fierezza.
Sappimi amare e ti saprò amare
perchè ho in me lo spirito dell?Amicizia.
Tienimi un posto accanto al tuo focolare
e io ritornerò sempre da te
perché ho in me lo spirito della Fedeltà.

(Anonimo russo)

Dedico questi versi di un poeta anonimo russo, a tutti coloro che amano o credono di amare gli animali, non solo i gatti.

Il poeta delinea con abili pennellate l?immagine di un animale, il gatto, noto in genere solo per la sua indipendenza. In realtà il gatto è anche affettuoso e ama (se riamato) il suo padrone. Però l?immagine dei gatti randagi è meno triste di quella dei cani.

Oggi c?era il sole e percorrendo a piedi alcune stradine tranquille, ho visto diversi gatti sdraiati sui tetti delle auto, sui cofani, addirittura sui sellini dei motori, in perfetto equilibrio. Piccole tigri al sole! Peccato non aver avuto la fotocamera, erano splendidi. Sensuali nelle loro pose plastiche, con gli occhi socchiusi, fieri della loro indipendenza. Cercando di avvicinarli provoco involontariamente la fuga di qualcuno di loro. E? innegabile quanto sono diffidenti, è più facile avvicinare i cani. Ho l?impressione che i gatti siano più esigenti e rinuncino volentieri a padroni improvvisati preferendo la libertà. Lo sguardo dei gatti randagi è orgoglioso, quello dei cani è malinconico. I cani si accontentano anche di un padrone mediocre forse. Ubbidiscono e si lasciano picchiare, se provi a farlo con un gatto, ti graffia o scappa. Un cane puoi tenerlo al guinzaglio, prova con un gatto! Penso che i cani abbiano anche le lacrime quando piangono, mentre i gatti strillano e basta? Io in ogni caso li amo entrambi.

Mi viene in mente un episodio. Quando Tesoromio era piccolo talvolta si andava a passeggio, io lo avevo abituato al guinzaglio, ovviamente non andavo lontano, e in caso di emergenza lo prendevo in braccio e lo portavo in macchina. Una signora mi chiese che razza fosse perché non poteva trattarsi di un gatto, -i gatti non stanno al guinzaglio!- esclamò. Io le risposi che si trattava di un incrocio, un cucciolo di ?Leotigre?? Lei fu sorpresa ma preferì credere che Tesoromio fosse un leotigre e non un gatto.

G (enialità)
A (more)
T (enerezza)
T (alento)
I (ndipendenza)

=^.. ^=

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Buon 2006!

1 Gennaio 2006 2 commenti


Perchè l’importante non è partecipare, ma vincere!

Vi auguro un anno pieno di vittorie!

Ma non a tutti, s’intende!

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